La Gabbia con Matteo Salvini e Carlo Sibilia

di Maghdi Abo Abia | 26/02/2014

LA GABBIA, IL GOVERNO DELLA TRILATERAL – Si parte dal ministro Guidi, che prende gli appalti pubblici e porta il lavoro in Romania, dicendo che il governo in realtà è espressione della trilateral. Il giornalista de La Gabbia chiede questo a Delrio senza ottenere risposta, mentre intorno a Montecitorio la Polizia blocca il transito a giornalisti e passanti in occasione del primo giorno del governo Renzi. Corradino Mineo, senatore Pd, spiega che Renzi farà errori ma che merita fiducia mentre Civati spiega che sostiene l’esecutivo perché in caso contrario sarebbe uscito dal Pd. In sostanza il tema è «comandano gli altri», con Gianfranco Librandi che parla di teorie pittoresche presentate in studio, scatenandosi in uno scontro con Claudio Borghi che dice che Librandi, che si definisce uomo del fare ed imprenditore, che s’impegna a far politica per passione, con Librandi che risponde dicendo che le imprese se ponessero strategie sulla svalutazione si chiuderebbe, con Librandi che dice che al contrario di Borghi lui fa le cose anziché criticare.


LA GABBIA, LE TASSE NON SI PAGANO – La Gabbia racconta la storia di Elena e Fabio che hanno denunciato per truffa la banca che ha erogato loro il mutuo da 1200 euro al mese su 1600 di stipendio, accusando la banca di aver prelevato a loro insaputa 15.000 euro dal loro conto corrente oltre a proporre un pagamento da oltre 7.800 euro maturati in rate scadute. Si assiste allo scontro tra il direttore dell’istituto, il giornalista ed i due titolari. Il direttore spiega che sperava di non averli mai incontrati citando un terzo soggetto, definito criminale, che li ha portati. Si va in direzione con il funzionario che non ricorda del prelievo truffaldino di 15.000 euro mentre la casa andrà all’asta il prossimo tre aprile. Si torna in studio con Paolo Barnard ripartendo da una dichiarazione della scorsa settimana quando un funzionario della guardia di finanza che ha riportato la voce di un maresciallo della finanza che ha disobbedito al governo non mandando gli agenti ad ispezionare aziende e posti di lavoro evitando il macello sociale. E per questo Barnard ha invitato i finanzieri a non fare i controlli fiscali. Un commerciante invita a non pagare le tasse e Barnard torna sull’argomento dicendo di aver compiuto un reato e che lo rifà invitando i finanzieri a non fare il proprio lavoro, spiegando che l’evasore non commette mai un reato sociale. È impossibile che le tasse finanzino le spese e lo dice la macroeconomia. Le tasse servono a qualcos’altro e vengono fatte per imporre ai cittadini di usare quella moneta per regolare l’economia. Se l’economia corre, le tasse si alzano. Se le cose vanno male, le tasse si abbassano. Le tasse servono a controllare l’inflazione e si tassano i grandi capitali per evitare che gli oligarchi diventino più potenti dei singoli stati. Ed i capitali evasi con le tasse prima o poi vengono spesi. E l’evasore non è un criminale sociale perché non nega allo Stato un posto letto in ospedale. E quando si parla di sciopero fiscale, s’invita l’Italia a reagire. I comuni italiani sono poco più di ottomila e con lo sciopero fiscale si può scrivere una pagina di storia spaccando l’appartenenza di questa nazione all’Eurozona bloccando i finanziamenti a Roma per annullare la schiavitù della troika.

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LA GABBIA, LA SFIDUCIA DELLA GENTE – Viene proposto un servizio di qualche giorno fa (lo dimostra la barba assente di Gennaro Migliore) in cui si chiede a Laura Boldrini lumi sull’assistenza sanitaria ai conviventi con un’aggiunta di dati sulle spese della Camera. Si passa la parola poi agli ospiti, tra chi ha creato una start-up con l’assunzione di quarantenni, i ventenni che hanno bisogno di lavoro, con le associazioni che propongono un’uscita dall’euro da sinistra. Viene poi proposto un altro servizio dal titolo «simpatia portami via» , ovvero le cinque migliori reazioni della classe dirigente nazionale alle domande de La Gabbia, con al quinto posto Nunzia De Girolamo, al quarto Massimo D’Alema, al terzo Renato Brunetta, al secondo Marianna Madia ed al primo Corrado Passera, definito ministro dell’Economia quando era in realtà ministro dello Sviluppo Economico.

 

 

 

 

 

 

LA GABBIA, IL BUSINESS DEI PALAZZI DEL POTERE – Si torna dalla pubblicità chiedendo del business di alcuni esponenti della politica come Sergio Scarpellini, immobiliarista romano, detentore di alcuni palazzi del potere che ricevono affitti miliardari per palazzi che cadono a pezzi. Riccardo Fraccaro spiega che l’Italia spende 2 milioni di euro l’anno per garantire la manutenzione di palazzi che crollano, con il Movimento Cinque Stelle che ha presentato un emendamento per recedere dagli affitti siglati da Violante. Laura Boldrini, interrogata sulla questione, non ha risposto mentre un questore, Paolo Fontanelli del Pd, dice che un controsoffitto è crollato per un’infiltrazione spiegando che questa è una cosa grave. Sergio Scarpellini, titolare della Milano ’90, possiede altri palazzi del potere romano ricevendo i soldi per l’affitto da parte del Partito Democratico. Si salta alla spending review con Sibilia che dice che Cottarelli è un commissario del Fondo Monetario Internazionale. Cruciani si ribella dicendo che l’Italia non è assaltata dall’estero e conquistata. Sibilia poi dice che non è stato ancora citato il ministro Padoan con Paragone che spiega che il tema verrà toccato poi. Ricci invece se la prende con i quattro espulsi del Movimento Cinque Stelle espulsi per aver espresso un’opinione, mentre il tema politico attuale riguarda il dialogo ed il confronto con Matteo Renzi sulle riforme per l’Italia con l’elettorato che chiede un intervento. Sibilia si chiede se si può saltare di palo in frasca aprendo discorsi e temi a caso (e guardando in alto) per poi attaccare dicendo che Ricci non vuole parlare di Scarpellini che riceve soldi dal Pd. Ricci dal canto suo continua a dire che la questione odierna è quella delle quattro espulsioni per un’opinione ricevendo un attacco dallo studio con Cruciani che dice che i sondaggi premiano Grillo, che il Pd deve ancora regolare la questione dei 101 e dei 136 di Letta, della cancellazione della parola democratico nel profilo Facebook dell’Ex Presidente del Consiglio. Ricci poi dice che un reato d’opinione non si espelle la gente dal Pd. Ma dimentica di dire che Civati ha votato la fiducia per non essere cacciato dal Partito. Salvini invece parla di lavoro incolpando la Guidi, ministro, che delocalizza in Romania difendendo la scelta, spiegando che il suo compito è quello di risolvere i problemi e che lunedì occuperà una fabbrica in attesa di una risposta.

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LA GABBIA, IL RINNOVAMENTO RENZIANO – Si parla del rinnovamento delle facce nuove come Marianna Madia, Maria Elena Boschi o Maurizio Martina. Vengono proposte delle clip con Cacciari ospite di Servizio Pubblico che attaccò quasi un anno fa Marianna Madia chiedendo di non parlare di ius soli ma di abolizione della legge Fornero. Giuseppe Cruciani dice che non gli interessa di avere otto donne ed otto uomini al governo solo per esserci non ha nessun significato, specie nel caso della Boschi, il cui ministero dipende da Renzi. E nella funzione pubblica tra la Madia e Brunetta è meglio avere Brunetta perché con sindacati ed esponenti del lavoro ci vogliono persone diverse. Sibilia spiega che se i ministri fossero adeguati, questo non sarebbe un problema perché l’obiettivo è cambiare l’Italia. Sibilia poi pone la questione del curriculum della Boschi spiegando che il segretario negli affari costituzionali sulla questione della legge elettorale ha ghigliottinato la posizione del Movimento Cinque Stelle, ed esistono dei video che lo confermano. Matteo Salvini spiega che l’esecutivo si è rimangiato il decreto Salva Roma. E domani si discuteranno dei 600 milioni per le missioni all’estero mentre sabato scatta l’aumento della benzina per finanziare il decreto del Fare. Salvini chiede poi a Sibilia cosa pensa Grillo dell’Euro, con il deputato pentastellato che spiega che esiste nel programma una proposta per il referendum sulla permanenza dell’Italia nell’Euro e che lui si deve informare, aggiungendo che voterebbe no.

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LA GABBIA, COSA PENSANO I CINQUE STELLE DELL’EURO – Sibilia, chiamato a commentare sulla questione Euro, parla prima del servizio nel nord-Est dicendo che vuole vedere l’abolizione dell’Irap in aula. Ed in caso di perdita del posto di lavoro, si deve mettere in campo subito il reddito di cittadinanza. Infine dice che l’unico movimento che si taglia lo stipendio per finanziare le piccole e medie imprese è il Movimento Cinque Stelle.  Parlando poi del vincolo del tre per cento, questo è stato votato da Pd e Pdl, le forze che sostengono il governo Renzi. Ed il Movimento Cinque Stelle hanno presentato un emendamento per superare il vincolo ma questo è stato bocciato. E nel programma delle Europee è stata proposta l’abolizione del fiscal compact. Salvini è intervenuto nel frattempo dicendo che la Lega ha investito un milione di euro nella realizzazione di una scuola, con Sibilia che risponde che lui parlava degli stipendi incassati dai Parlamentari nella loro totalità, anche da parte dei parlamentari. Si va poi in strada, a Roma, con Annarella, Emilio Fede, Antonio Razzi che dice che i coreani gli hanno fatto gli auguri di compleanno mentre la Mussolini spiega che il discorso è piaciuto più a Forza Italia che al Pd. Viene poi proposta una clip di Paola Taverna che elenca i nomi dei ministri rimasti rispetto al governo Letta. E dopo l’intervista a Marianna Madia che non risponde arriva la chiusura di Cirino Pomicino che si chiede: «Renzi chi?»

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LA GABBIA, LA VOCE DEL POPOLO – Dopo le parole di Sibilia si va nel nord-est, a Treviso, dove lavoratori ed imprenditori attaccano il nuovo governo Renzi parlando della mancanza di fiducia, delle promesse che non porteranno a nulla, della politica che non incontra i lavoratori. Renzi la mattina dopo a Treviso saluta e sorride ma non risponde alle domande sulle risorse dando spazio ai contestatori che lamentano la mancata elezione del Presidente del Consiglio, i suicidi, i problemi della crisi. Il Premier viene inseguito dai manifestanti che l’accusano con parole forti ed insulti. E nella conferenza stampa delle 12.30 non chiarisce il nodo delle risorse o le questioni legate alla soglia del 3 per cento. Si torna in studio parlando con Matteo Ricci al quale si chiede di non fare l’agiografia di Renzi ma di parlare sulle questioni legate alle esigenze del nord-est. Ricci dice che Renzi è voluto partire dalle scuole per dare un segno di rinascita per l’Italia ribadendo che molti degli istituti non sono sicuri rilanciando un piano di edilizia scolastica dal valore di due miliardi già disponibili per far ripartire il Paese con i cantieri. I soldi sono bloccati dal patto di stabilità e si dovrà trovare un meccanismo per togliere gli investimenti sull’edilizia scolastica dal patto di stabilità. Giuseppe Cruciani risponde alla retorica dicendo che l’Italia la scuola prende soldi ma li spreca e dopo uno scontro sulla questione del patto di stabilità, dire che Renzi è l’ultima speranza è un’offesa per gli italiani, perché dopo di lui verranno scelti altri candidati ed altri governanti. Silvia Truzzi dice che per la terza volta si ha un presidente del Consiglio non eletto (e dimentica il meccanismo della Repubblica Parlamentare) con Ricci che dice che a differenza di Renzi e Letta ha avuto tre milioni di voti alle primarie (erano 1,8) e che questo comunque ha rappresentato una legittimità. La Truzzi ricorda che la logica emergenziale valeva anche per Monti e Letta ma così non è stato. Si passa a Matteo Salvini chiamato a commentare le legnate del nord-est al centrodestra chiedendogli anche la questione del fallimento italiano in caso di crollo di Renzi. Secondo Paragone cade solo una certa struttura, con Salvini che pubblicizza il sito bastaeuro.org da cui è scaricabile un manuale in cui si spiega che con l’uscita dall’euro si rilancia il lavoro. Salvini si chiede poi perché Grillo e Casaleggio non vogliono uscire dall’Euro perché questa non è la soluzione.

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LA GABBIA, LE QUATTRO EPURAZIONI DEL MOVIMENTO – Paragone parte dalla prima visita istituzionale di Matteo Renzi nel nord-est dimenticato dalla sinistra uscendo dal palazzo per incontrare studenti, imprenditori ed operai (ma non quelli dell’Electrolux che vedrà a Roma) mentre tra i Cinque Stelle tiene banco la questione delle epurazioni. E si parte con Sibilia chiamato a commentare una partita complicata tra i Cinque Stelle. Ed oltre alle espulsioni si parla di dissapori. Sibilia risponde che l’espulsione è stata decisa dalla rete che ha deciso di cacciare gli autori di correnti che non possono esistere nel Movimento. Ed interrogato sulla questione del dissenso interno, Sibilia dice che il nemico sono i partiti e che quando è entrato voleva cambiare il Paese e non il Movimento. E quando vuoi cambiare il Movimento in maniera strumentale, è un bene che se ne vadano via. Ed hanno fatto bene.

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LA GABBIA, LA PRESENTAZIONE – Questa sera a La Gabbia, il programma condotto da Gianluigi Paragone in onda su La7 a partire dalle 21.10 si parlerà della prima uscita pubblica di Matteo Renzi in veste di Presidente del Consiglio e relative contestazioni ma sopratutto dell’espulsione di quattro senatori dalle fila del Movimento Cinque Stelle e delle spaccature in seno a quel movimento. Ed intanto viene annunciata al posto del senatore Giarrusso la presenza del deputato del Movimento Cinque Stelle Carlo Sibilia che già guarda altrove, per l’esattezza in alto. Altro gobbo?

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LA GABBIA, GLI OSPITI – La puntata sarà quindi dedicata alle promesse del governo Renzi, al nodo delle riforme, ai dubbi sulle coperture ed alla notizia da parte dei quattro senatori espulsi dal Movimento Cinque Stelle che hanno scelto di abbandonare Palazzo Madama dopo la decisione della Rete che ha votato la loro cacciata dopo un sondaggio on-line promosso a seguito delle indicazioni di Beppe Grillo e dei puristi pentastellati. Ospiti della trasmissione saranno Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, il deputato di Scelta Civica Gianfranco Librandi, il vicepresidente del Pd Matteo Ricci, il filosofo Diego Fusaro, i giornalisti Giuseppe Cruciani, Silvia Truzzi, Costanze Reuscher e Paolo Barnard. Prevista anche la presenza del senatore pentastellato Mario Michele Giarrusso.