Ottoemezzo con Massimo D’Alema

di Maghdi Abo Abia | 26/02/2014

OTTOEMEZZO, LE FRECCIATE DEL VECCHIO LEONE – Lilli Gruber chiede a Massimo D’Alema della Bicamerale e dei suoi problemi legati alle riforme, con Baffino che spiega che forse tornando indietro potrebbe accordarsi con Verdini rendendo più veloci i passi per le riforme. Parlando del rapporto con il Presidente del Consiglio, D’Alema ricorda che è un personaggio della sinistra europea, che vive di politica e che non ha bisogno di chiamare Renzi o di essere chiamato. E per quanto riguarda la sua possibile candidatura alle elezioni europee, tutto parte dal suo libro che rappresenta una forma di discussione sul ruolo della politica continentale con la presentazione del prossimo sabato alla quale parteciperà anche Matteo Renzi. D’Alema conferma di avere contatti continui con Renzi spiegando di averlo sentito prima del giuramento mandandogli le bozze del suo libro. E Sechi aggiunge perfido: «ed il curriculum di Padoan». E dopo il punto di Paolo Pagliaro che ritrae un D’Alema come unico leader della sinistra già presente nel Partito Socialista Europeo, si parla di Germania, con l’ex presidente del Consiglio che spiega come l’alleanza tra la Merkel ed i socialdemocratici farà meglio per l’Europa rispetto all’alleanza tra il Cancelliere ed i liberali. E questa ripresa della sinistra, significativa nei numeri visto che oggi sono 11 ministri nel consiglio dopo che due anni fa sembrano spariti, indica la necessità di un confronto con i socialisti che dovrebbero parlare, farsi forza e far sentire la sua voce. E per farlo ha pubblicato questo libro in inglese per dare una spinta. E per quanto riguarda l’ingresso del Pd nel Pse, con la Gruber che dice che è stato Renzi a volerlo, D’Alema continua perfido dicendo che quest’obiettivo era di tutti e tre i candidati alle primarie. Sechi evoca la terza via della seconda metà degli anni ’90 rivendicando il suo lavoro al governo e la crescita dell’Italia, mentre la Gruber chiedendo cosa significa la frase «Renzi farà la fine di D’Alema», rispondendo che lui ha vissuto una bella vita. Ed infine ricorda la sua conferenza a Teheran in risposta alla negazione dello stato ebraico definendola la sua migliore esperienza politica degli ultimi mesi, così come quando va in Israele e parla dei diritti dei palestinesi, perché lui ha il difetto di voler dire sempre la verità anche quando è scomoda.

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OTTOEMEZZO, LE EPURAZIONI A CINQUE STELLE – Lilli Gruber parlando dell’espulsione dei quattro senatori del Movimento Cinque Stelle e dell’atteggiamento che ricorda le epurazioni del Partito Comunista scatena l’ilarità di D’Alema che esclude qualsiasi legame ricordando che le epurazioni nel Pci si conclusero dopo l’esperienza stalinista e che comunque non riguardavano le critiche al leader. E la contraddizione tra movimento dal basso e governo dittatoriale, con parlamentari eletti con sessanta preferenze attraverso alle parlamentarie, distruggerà i Cinque Stelle. Grillo avrà sempre un consenso che produrrà una classe politica momentanea che non diventerà classe dirigente, ma avrà sempre lo spazio della violenza nei confronti di politici e giornalisti causa dello sfascio del Paese. E parlando dei metodi per ottenere il consenso sempre in ambito europeista, ci si chiede come si possa creare un consenso visto e considerato che la sinistra ha delle responsabilità per l’evoluzione grillina e la possibilità che con il fallimento di Renzi possa avanzare il populismo. D’Alema dice che il Pd sarà ancora il primo partito d’Italia alle europee mentre in Francia c’è in testa il Front National. Il populismo ha una connotazione di destra che radicalizza in quel senso anche parte dell’elettorato democratico. Ed è opportuno chiedersi perché l’Europa ha generato una crisi di rigetto mentre questo libro nasce come il modo per mostrare la voglia di cambiamento dell’Europa per non essere investiti dal rigetto dei cittadini.

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OTTOEMEZZO, LA NASCITA DEL GOVERNO RENZI – Massimo D’Alema, interpellato sulla nascita del governo Renzi, spiega di aver scelto di star fuori dalla politica italiana e non è un mistero che lui avesse in mente un altro partito ed un’altra forma di leadership, ricordando come lui disse che la segreteria del Pd per Renzi era il trampolino di lancio per Palazzo Chigi e per questo per lui non è una sorpresa, visto che l’aveva annunciato per tempo, proprio a Ottoemezzo. Il governo di Enrico Letta incontrava diverse difficoltà, con il Presidente che allora doveva rilanciare l’azione di governo invece di temporeggiare consentendo a Renzi di realizzare il suo programma congressuale. Interpellato sul tradimento di Renzi a Letta, D’Alema risponde che la situazione è così grave per l’Italia tanto che il Pd non può permettersi polemiche, visto che le cose sono andate come fosse prevedibile. Lui aveva un’altra idea, ovvero quelle di nominare un segretario e non un leader di partito. Renzi ha realizzato il vero programma delle primarie ed ora D’Alema sente solo il dovere di dargli una mano perché non si tratta più del destino del Pd ma del destino del Paese e bisogna evitare per senso di responsabilità che questo esecutivo si chiuda con un fallimento. E con il mio libro voglio dare una mano, visto che molto si decide a Bruxelles. Per Sechi il Presidente del Consiglio avrà bisogno dell’esperienza di D’Alema e forse ha già cominciato con baffino che avrebbe pressato Padoan nel governo. E D’Alema sorride anche perché è stato direttore della fondazione Italianieuropei, unica scuola di politica in Italia, e saprà farsi apprezzare all’Ecofin dove già lo conoscono. E parlando del programma al Senato ed alla Camera, D’Alema dice che i discorsi sono discorsi e bisognerà aspettare i fatti. E per quanto riguarda lo stile, l’ex Presidente del Consiglio dice di avere un metodo antiquato di gestire l’affare parlamentare. Ma al di là delle osservazioni stilistiche, si vedrà cos’accade e c’è da sperare che il programma sia attuato per la salvaguardia del Paese.

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OTTOEMEZZO, LA PRESENTAZIONE – Questa sera a Ottoemezzo, il programma condotto da Lilli Gruber in onda questa sera su La7 a partire dalle 20 e 30 saranno ospiti il giornalista Mario Sechi e Massimo D’Alema, introdotto come Presidente della Fondazione Italianieuropei ed autore del libro Nonsoloeuro, nel quale scrive che in Europa dovrebbero esserci più lavoro e giustizia sociale. E dopo la pubblicità si parlerà di Palazzo Chigi e del Pd.

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