Il combattente che posa con una testa mozzata in Siria

di Redazione | 26/02/2014

La foto riportata (e censurata) da Bild è di una crudeltà inaudita: un giovane uomo con la barba che indossa una berretto marrone ed una giacca a vento blu posa di fronte ad un obelisco posto su uno spartitraffico mentre tiene in una mano la testa mozzata di un un uomo. Ai piedi dell’obelisco si possono scorgere almeno altre tre teste mozzate ed il busto di una persona alla quale sono state tagliate testa e mani. Sulla destra si scorgono due bambini e degli uomini armati che parlano con il conducente di una vettura.

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LA FOTO – La foto è stata rinvenuta dal  gruppi di ricercatori del centro per lo studio degli estremismi del King’s College di Londra guidato dal professor Peter Neumann. Sulla colonna è scritto a grandi lettere il nome della città, Azaz, situata nel nord – ovest della Siria, poco prima del confine con la Turchia, considerata una roccaforte dei combattenti siriani. L’uomo nella foto è Mustafa K., un uomo tedesco di 24 anni e viene da Dinslaken, una cittadina del Nordrhein-Westfalen. É uno dei tanti ragazzi tedeschi – ormai più di 300 – che si sono uniti alla guerra santa siriana per unirsi alla resistenza contro il dittatore siriano Bashar al-Assad. Almeno 110 dei combattenti arrivati in Siria provengono dal Nordrhein-Westfalen. Mustafa appartiene al gruppo ribattezzato “Lohberger Gruppe”, che prende il nome da un quartiere della cittadina, nel quale gli islamici sono estremamente radicali. Il quartiere è caratterizzato dal fatto di essere stato una zona mineraria e il 40% dei suoi 6.000 abitanti hanno radici turche. Ora i militanti islamici di Dinslaken vengono monitorati con molta più attenzione.

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IL VIDEO – Bild riporta che in internet sta circolando un video che ritrae un giovane di Dinslaken che invoca la guerra santa in Siria, il suo nome è Philip B., mentre il suo nome di battaglia “Abu Osama”. Prima di partire per la guerra faceva il pizzaiolo «Il mio nome è Abu Osama, vengo dalla Germania e da circa quattro anni sono diventato musulmano. Sono emigrato in Siria e mi sono unito alla jihad» dice Philip B. in video. Sul suo profilo Facebook è stata rinvenuta la foto che ritrae Mustafa K. con le teste mozzate. Alcune foto riportano la scritta “Solo Allah mi può giudicare”, mentre in altre sono circondati da bambini sorridenti.

IL PERICOLO – Ora i due ragazzi sono ricercati dai servizi tedeschi e potrebbero essere stati coinvolti in gravi crimini di guerra in Siria. Il sospetto è che i due abbiano aderito allo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, un gruppo terrorista salafita vicino ad Al Qaeda considerato brutale e spietato: secondo Amnesty International disporrebbe di alcune prigioni segrete in Siria nelle quali i prigionieri vengono torturati sistematicamente. Inoltre addestrerebbero i bambini alla guerriglia in alcuni campi. Peter Neumann del King’s College di Londra sostiene che la maggior parte dei combattenti provenienti dalla Germania abbia aderito allo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante: «Quelli che tornano hanno la guerra in testa, hanno acquisito la capacità di combattere ed avere i giusti contatti per perpetrare attacchi anche in Germania». Molte di queste persone hanno il passaporto tedesco e tornano in Germania per trovare nuove reclute. Stephan Mayer del CSU sostiene che il pericolo per la Germania  è reale e che vi è un problema di sicurezza enorme.