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Federica Guidi: il ministro e le telefonate di Berlusconi

Federica Guidi racconta in un’intervista a Repubblica della sua nomina a ministro dello Sviluppo Economico, e ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalle scarpe riguardo i conflitti d’interesse e Silvio Berlusconi.

«Non c’è nessun conflitto di interessi, né dal punto di vista tecnico, né sotto il profilo delle opportunità. L’azienda della mia famiglia ha cambiato costantemente pelle negli ultimi dieci anni. In questi anni non abbiamo mai chiuso un bilancio in rosso. Io non sono mai stata azionista e fino a sabato scorso ero un dirigente con uno stipendio di 4.300 euro al mese ».
Ora è il ministro che può favorire l’azienda di suo padre. Questo è il problema.
«L’Italia rappresenta per la Ducati Energia meno di 20 milioni di euro di fatturato su un totale consolidato di 147 milioni. E in Italia ha clienti come Enel o Ferrovie ma anche privati ».
Si rende conto che molto delle sue decisioni avranno un impatto diretto sull’attività della sua famiglia?
«La Ducati vende le stesse tecnologie all’Enel come al Mev che è un ente elettrico del Kuwait. Partecipa alle gare internazionali dove ci sono concorrenti di tutto il mondo. Non c’è alcuna connessione. E poi mi sono dimessa da tutti gli incarichi ».

federica guidi ministro sviluppo 1Poi la Guidi parla del suo rapporto con Silvio Berlusconi:

Che rapporto ha lei con Berlusconi?
«Quando ero presidente dei Giovani ho incontrato tutti. Tra questi anche Berlusconi. Che avrò visto una decina di volte, non di più».
Si dà del tu o del lei con Berlusconi?
«Del lei. Io non sono mai stata ad Arcore».
Il Cavaliere a proposito della sua nomina avrebbe detto: “Ho un ministro pur stando all’opposizione”. Che ne pensa?
«Non mi interessa quello che avrebbe detto. È vero che Alfano, non Berlusconi, mi propose di candidarmi ma io dissi di no. Con Alfano sono amica, come con Enrico Letta».
Manterrà la delega alle Comunicazioni?
«Non lo so. Deciderà il Consiglio dei ministri».
Cosa ha votato alle ultime elezioni?
«Non glielo dico».
Ha partecipato alle primarie del Pd?
«No».
Ha sentito Berlusconi dopo la nomina a ministro?
«Sì, mi ha chiamato, come tanti altri, per dirmi “in bocca al lupo”».
Squinzi, il presidente della Confindustria, l’ha chiamata?
«No. Non frequento più Confindustria ».