Prestiti alle casalinghe, come funzionano

di Maghdi Abo Abia | 26/02/2014

In tempi di crisi come quelli attuali, sono molte le persone che necessitano di un aiuto economico attraverso un prestito. E se la famiglia non è in grado di soddisfare tale bisogno, è opportuno rivolgersi a banche e finanziarie. E questo può essere fatto non solo da una persona che detiene un contratto o uno stipendio, ma anche dalle casalinghe, il cui lavoro non gode di una gratifica economica.

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IL PRESTITO ALLE CASALINGHE – Ma nonostante questo, esistono numerosi prodotti destinati a persone che non contando su un reddito fisso, si rivolgono ad un ente accreditato nella speranza di ricavare qualche soldo che servirà in prospettiva. Facile.it spiega che i finanziamenti per le casalinghe sono ascrivibili ai cosiddetti finanziamenti atipici. Questi sono studiati per soggetti che non offrono la garanzia di una retribuzione ai quali, nonostante questo, vengono proposti dei finanziamenti, di dimensioni contenute, per far fronte alla gestione della casa o dei figli. Per ottenere tale prestito, il richiedente non deve essere un cattivo pagatore. Ciò significa che la sua situazione creditizia passata e presente dev’essere in qualche modo impeccabile.

LE DIFFERENZE – Una volta verificato lo stato finanziario del richiedente, si renderà necessaria la firma di un garante. Questi in genere è un marito o un familiare. Se si disponesse di un reddito part-time, la firma non sarebbe necessaria, anche perché in tal caso le condizioni di finanziamento si avvicinano a quelle di un prestito personale per lavoratori dipendenti. E per quanto riguarda il piano di rimborso, questo è più flessibile rispetto ai prestiti tradizionali. A causa del rischio creditizio piuttosto elevato, i finanziamenti erogati non superano i 3.000 euro e spesso tali soldi vengono somministrati secondo la formula della carta revolving.

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OCCHIO AL TASSO – In questo caso attraverso la carta viene erogato un importo iniziale da usare e restituire ratealmente o in un’unica soluzione a fine mese, secondo le modalità stabilite dal contratto. Una volta saldato il credito, questo si ricostituisce, consentendo nuovi acquisti non vincolati alla scelta di un bene o servizio. Ed ovviamente, essendo un finanziamento, è opportuno valutare attentamente i tassi d’interesse proposti prima della sottoscrizione. Money 360 aggiunge che una casalinga può richiedere un prestito per avviare un’attività imprenditoriale, ai sensi della legge 215/92, che consente l’erogazione di finanziamenti a fondo perduto a favore dei progetti che superano bandi di partecipazione annuale.

UN FIDO – Ma parliamo della principale fonte di finanziamento del prestito, ovvero la carta revolving. Queste carte elettroniche operano attraverso intermediari finanziari. Il sistema di pagamento rateale delle spese fatte dall’utente con la carta prevede un tasso d’interesse concordato al momento della definizione della cifra massima, ovvero il fido. Al momento dell’acquisto la cifra non viene scalata dal conto corrente su cui si appoggia ma viene restituita a rate più piccole, dotate ovviamente di un tasso d’interesse. In questo modo il cliente può contare su una fonte di denaro sicura e l’istituto sa che questo denaro torna con interessi molto più elevati rispetto ad un prestito standard.

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IL PERICOLO RAPPRESENTATO DAI TASSI D’INTERESSE – E questo rappresenta un problema. Come spiega Repubblica, questo tipo di prestito è di fatto un fido semplice da ottenere ma con tassi d’interesse pesanti. Secondo le rilevazioni della banca d’Italia nel trimestre luglio-settembre 2013, il Taeg medio su base annua è del 17,2 per cento per prestiti fino a 5.000 euro, con un tasso soglia del 25,2 per cento, oltre il quale scatta l’usura. Parliamo d’interessi ben più superiori rispetto a quelli di un prestito personale, che si aggira intorno al 10-12 per cento con un tasso soglia del 17-19 per cento. Secondo i calcoli di Euroconsumatori, poi, su un contratto per un importo a disposizione di 2000 euro e per un utilizzo di poco più di 12.800 euro in sei anni, il cliente paga più di 4.000 euro in interessi e spese, per avere a disposizione sempre 2.000 euro.

PRODOTTI A CONFRONTO – E se si saltasse una rata, l’interesse schizza in alto. Quindi vuol dire che se una casalinga volesse ottenere un finanziamento, o si rivolge ad una banca o una finanziaria forte della busta paga del marito o del convivente o, mancando la garanzia, si accontenta di carte revolving per piccoli importi con il rischio di dover però rimborsare migliaia di euro. A questo punto abbiamo fatto un confronto tra tre società finanziarie, Agos Ducato, Compass e Findomestic, per capire quali siano le differenze tra prestiti e carte revolving. Per farlo abbiamo chiesto sul sito di poter simulare un piccolo finanziamento domestico, nell’ordine rispettivamente di 3.000 e 5.000 euro, per visionare quali fossero i tassi d’interesse proposti in relazione alle rate.