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MoVimento 5 Stelle: Roberta Lombardi denuncia Laura Boldrini

Scrive l’AdnKronos che il MoVimento 5 Stelle denuncia Laura Boldrini per le frasi pronunciate dal presidente della Camera a “Che tempo che fa”, e, in particolare, per le parole «eversivi» e «potenziali stupratori». Sarebbero una trentina i deputati del MoVimento 5 stelle che hanno dichiarato di voler aderire all’iniziativa dell’ex capogruppo presentando, ognuno, una querela.

Roberta Lombardi denuncia Laura Boldrini evesivi potenziali stupratori
Roberta Lombardi ha denunciato Laura Boldrini: «Ci definì “eversivi” e “potenziali stupratori”»

IL MOVIMENTO 5 STELLE DENUNCIA LAURA BOLDRINIRoberta Lombardi, la deputata a 5 Stelle prima capogruppo dei grillini alla Camera, in base a quanto appreso dall’Adnkronos, ha querelato la presidente della Camera, Laura Boldrini. A far scattare la denuncia la contestata partecipazione della terza carica dello Stato al programma televisiva “Che tempo che fa”, la trasmissione diretta da Fabio Fazio su Rai3.

LAURA BOLDRINI MOVIMENTO 5 STELLE STUPRATORI

La frase della Boldrini riportata dall’Ansa fu questa:

Il video postato sul blog di Grillo era “istigazione alla violenza, basta vedere i commenti, tutti a sfondo sessista”. Lo dice la presidente della Camera Laura Boldrini ospite di Che tempo che fa. “Vuol dire che chi partecipa al quel blog non vuole il confronto ma offendere e umiliare. Sono potenziali stupratori”.

Lei aggiunse: «Quello che è accaduto è una terribile onda di violenza scagliatasi contro il governo e la presidenza. Ho visto persone che non erano in grado di contenersi, due deputati mi hanno detto qualsiasi ingiuria o insulto perché non erano in grado di fermare l’azione violenta. Questo non è concepibile». Poi continuò: «Dopo questo evento c’è stato anche un episodio in commissione giustizia, con l’insulto sessista alle parlamentari del Partito Democratico: tutto questo non era mai accaduto e mi fa venire alla mente qualcosa di brutto. Credo che siano atti eversivi».

LAURA BOLDRINI A CHE TEMPO CHE FA – Questo il video dell’intervento di Laura Boldrini a “Che Tempo che fa”, in cui il presidente della Camera usò la contestata espressione sui “potenziali stupratori“. Ecco quanto disse la terza carica dello Stato, dopo il filmato pubblicato sul blog di Grillo e gli insulti sessisti ricevuti: «Quella era istigazione alla violenza, istigazione alla violenza, daccordo? Tant’è che i commenti che ci sono sono sotto gli occhi di tutti, basta guardarli, Alla violenza sessista perché la cosa più, come dire… sconsolante, è che il 90% e passa di quei commenti sono a sfondo sessista, quindi che cosa vuol dire? Che chi segue questo blog, chi partecipa a questi sondaggi, non so neanche come chiamarli, non ha interesse a confrontarsi sui contenuti, ma a offendere, a umiliare dal punto di vista sessuale. Quindi questa è una cosa veramente, che è inaccettabile, questi sono, come dire, quasi dei potenziali stupratori, perché la gran parte di questi che hanno commentato…erano come dire, facevano suggerire questa ipotesi»

Non mancarono le polemiche su quanto detto, con diversi parlamentari e commentatori che interpretarono le parole come riferite a tutti i lettori del blog e ai militanti a 5 Stelle. Al contrario, non mancò chi ricordò come Boldrini avesse utilizzato l’espressione “potenziali stupratori” per etichettare soltanto chi aveva scritto i commenti sessisti e offensivi sui suoi confronti. Boldrini aveva attaccato il MoVimento 5 Stelle anche durante la partecipazione all’Arena di Massimo Giletti:

«Dovrebbero riflettere sulla loro mancanza di capacità di utilizzare gli strumenti democratici a disposizione dell’opposizione. Ho visto tanta rabbia e odio invece che la voglia di confrontarsi. Queste cose si sono viste solo in dittatura e deve far riflettere tutti», definendo il loro «un attacco eversivo contro le istituzioni che deve essere respinto da tutte le forze democratiche», spiegò.

Parole che hanno spinto il M5S a presentare querela contro la terza carica dello Stato.

ROBERTA LOMBARDI QUERELA LAURA BOLDRINIAdnkronos, in possesso di un esclusivo documento di sei pagine, ha spiegato come alla Boldrini venga contestato come, «nel manifestare la propria avversione nei confronti dei deputati del Movimento 5 Stelle e di tutti gli appartenenti al Movimento», la terza carica dello Stato abbia «rilasciato dichiarazioni e formulato delle accuse molto gravi, diffamatorie e non consone al ruolo che riveste di garanzia degli equilibri democratici all’interno del ramo del Parlamento che presiede». Una «vena denigratoria e gravemente offensiva per tutti gli appartenenti al Movimento» e «ai deputati del gruppo». Si continua: «Boldrini non ha esitato – come si legge ancora nella querela riportata da Adnkronos – ad usare espressioni lesive dell’onore e del decoro delle persone e di ciascun appartenente al M5S al fine di screditare e danneggiare nella reputazione collettivamente e singolarmente tali soggetti, oltre che usare la sua posizione per attaccare un avversario politico». Nella denuncia vengono riportate alcune frasi pronunciate dalla presidente, «frasi ingiuriose e denigratorie atte ad offendere e screditare l’operato dei deputati del M5S», si attacca. Ma non solo: si legge come le espressioni siano state pronunciate «su un’emittente televisiva pubblica, in prima serata, in una trasmissione con uno share altissimo qual è ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio, seguita da milioni di italiani e di elettori». Tutto «usando l’autorevolezza e il prestigio che una carica come quella da lei ricoperta, la terza carica del nostro Stato per importanza, gode agli occhi dei telespettatori». Per il M5S «con queste affermazioni ha ingenerato in tutti quelli che non seguono sul web, dove sono ampiamente documentate, le attività del M5S e che si informano solo attraverso i canali della tv generalista un sentimento di paura e diffidenza nei confronti di una forza politica che viene definita eversiva, procurando un danno di immagine e reputazione enorme», ha riportato l’agenzia di stampa.

POLEMICHE CONTINUE – Più volte nelle ultime settimane il M5S hanno rilanciato la richiesta delle dimissioni di Laura Boldrini, messa sotto accusa dai parlamentari pentastellati dopo l’applicazione della “tagliola” per frenare l’ostruzionismo durante la conversione del decreto Imu-Bankitalia a Montecitorio.  Anche oggi sono proseguiti gli scontri verbali tra Boldrini ed esponenti del M5S, durante il discorsi per la fiducia di Matteo Renzi alla Camera. Parlando del Fondo per le piccole e medie imprese al quale ha fatto cenno ieri il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante il discorso a Palazzo Madama, è stato il deputato Carlo Sibilia ad incalzare il premier: «Il Fondo c’è già, ci devi solo mettere i soldi dentro. A Matte’ sveglia!». Parole subito stoppate dalla presidente: «Usi un tono consono. Se vuole attenzione, sia in grado di esprimersi in modo adeguato. Parli, forza!», ha ribattuto Boldrini. «Presidente, che fa? Mi vuole ghigliottinare come ha già fatto il 29 gennaio?», ha replicato con sarcasmo Sibilia.


Videocredit: M5sParlamento

Su Twitter, invece, questa mattina scriveva la stessa Lombardi: «A casa con bimbi fronte tv indecisa tra discorso Renzi e Peppa Pig: tutto sommato è più seria la seconda, guarderò lei». Bocciando, in pratica, il neo presidente del Consiglio.

 

Questo l’annuncio sul blog di Beppe Grillo:

MoVimento 5 Stelle Matteo Renzi 3Edit: la risposta della Camera alla denuncia querela presentata da Roberta Lombardi

Nessuna offesa diretta ai rappresentanti del M5S ne’ tantomeno ai deputati del gruppo. Semmai la stigmatizzazione in genere di quanti, dopo il sondaggio lanciato da Grillo, che ‘fareste in auto con Boldrini’, hanno riempito il sito con i peggiori insulti e con parole oscene (ad esempio: la porterei in un campo rom e la farei trombare dal capo villaggio). Parole grevi e offensive che indicano, in realta’, come la parte lesa non sia il M5s. Per capirlo basta guardare l’intervista della presidente della Camera, Laura Boldrini, a Fabio Fazio, del 2 febbraio 2014, allegata alla querela sporta da Roberta Lombardi. E’ quanto si osserva in ambienti della Camera. Rivedendo la trasmissione non emerge alcuna offesa diretta ai rappresentanti del Movimento, viene sottolineato, ne’ tantomeno ai deputati del gruppo. Quanto alla definizione ‘atti eversivi’, il riferimento era ai comportamenti tenuti in alcune commissioni, quando si era cercato di impedire ai deputati degli altri gruppi di lavorare. Al punto che a Montecitorio qualcuno aveva ipotizzato addirittura la configurazione, in linea teorica, di un reato.