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Il video del salvataggio della balena nell’Oceano Atlantico

Una balena di 4 anni che vive nell’Oceano Atlantico è stata quasi del tutto liberata dei circa 100 metri di corda da pesca che nei giorni scorsi stava pericolosamente trascinando in acqua con sè. L’intervento di salvataggio è stato compiuto dai biologi del Dipartimento per le risorse naturali della Georgia e della Fish and Wildlife Conservation Commission della Florida, l’agenzia governativa che regola l’attività della pesca.

 

balena liberata 1

 

IL SALVATAGGIO – La corda trasportata ha causato ferite e tagli al cetaceo di grandi dimensioni, ma i danni dovrebbero essere sanati entro breve. I biologi nei giorni scorsi hanno liberato la balena sostenendo che l’animale dovrebbe riuscire a liberarsi da solo della parte di corda non ancora rimossa, anche se non è possibile stabilire con esattezza entro quanto tempo ciò accadrà. Lasciano comunque ben sperare per le condizioni della balena le foto scattate lunedì 17 che la ritraggono vicina ad alcuni esemplari di delfino macchiato. «A giudicare dalle ferite la balena stava trasportando  quella corda da alcune settimane o più a lungo», ha commentato Clay George, un biologo della fauna selvatica presso il Georgia Department of Natural Resources. «È impossibile dire se sopravviverà, ma gli abbiamo dato una possibilità», ha dichiarato l’esperto.

 

 

LA SCOPERTA – L’esemplare era stato avvistato precisamente domenica 16 nei pressi di Jacksonville, in Florida, da alcuni ricercatori della University of North Carolina Wilmington durante un sondaggio via aerea per la Us Navy. Una volta individuata, la balena si è poi spostata nella notte più a nord, fino ad essere raggiunta a largo della costa della Georgia. Per le balene del Nord Atlantico i pericoli sono frequenti. La loro incolumità infatti può essere messa a rischio del degrado dell’habitat, dalla collisione con imbarcazioni, dalle attività industriali in atto. Secondo gli esperti più dell’80% delle balene riportano ferite.

 

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(Fonte foto: Huffington Post. Credit: Georgia Department of Natural Resources)