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Pietro Mannisi: il pregiudicato ammazzato a Milano

E’ stato ucciso appena arrivato nella strada dove aveva appuntamento col suo assassino, Pietro Mannisi, il pregiudicato 63enne trovato morto la notte scorsa in una strada isolata della periferia Est di Milano. L’uomo non ha avuto nemmeno il tempo di scendere, investito da una salva di proiettili due dei quali lo hanno raggiunto alla testa senza lasciargli scampo. A trovarlo e’ stato un passante, che ha visto il corpo riverso sul fianco, tra il sedile del guidatore e quello di lato, ha notato anche i buchi sul parabrezza, e ha chiamato il 112.

PIETRO MANNISI: IL PREGIUDICATO AMMAZZATO A MILANO
– Quando i soccorritori sono arrivati, in via dei Caduti di Marcinelle, nella zona di Lambrate, in una strada periferica deserta, non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo e chiamare i carabinieri. La sezione Rilievi dell’Arma ha lavorato per ore, quasi fino all’alba, per i primi accertamenti dattiloscopici e balistici. Chi ha sparato, infatti, ha esploso svariati colpi, forse 4 o 5, da una pistola semiautomatica, ma per il numero esatto gli investigatori del Nucleo informativo, che conducono le indagini, al momento si riservano. Alcuni bossoli potrebbero ancora essere nell’erba del prato a fianco del quale si trova il marciapiede, dove la vettura, una Fiat 500 di colore bianco, era accostata. Nell’auto i militari hanno trovato gli effetti personali del morto, a conferma che non si e’ trattato di una rapina.

I TABULATI TELEFONICI – Dai tabulati telefonici, in particolare, potrebbero essere tratte le prime informazioni per capire meglio con chi il pregiudicato sia stato in contatto nelle ultime ore. Mannisi aveva frequentazioni pericolose: l’uomo aveva infatti una lunga lista di precedenti, che vanno dal furto alla ricettazione, allo spaccio di droga, al falso e al porto abusivo di armi. Un ”criminale comune, senza frequentazioni con i giri piu’ organizzati della malavita”, spiegano i carabinieri di Monza, che lo conoscevano dato che da decenni abitava a Sesto San Giovanni (Milano) con la moglie, senza avere mai avuto un lavoro stabile. Lascia anche due figli, ormai grandi. Un’esecuzione che, tra le varie ipotesi tutte aperte, lascia presumere un regolamento di conti, magari per questioni di droga o debiti.

LA STORIA DI IVANO CASETTO – Nella stessa via, tra l’altro, venne trovato ucciso, nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2012, un altro pregiudicato, Ivano Casetto, di 48 anni. Casetto era stato freddato altrove con un colpo di pistola alla nuca da due spacciatori, per aver fatto una ‘soffiata’ alle forze dell’ordine nell’ambito dello spaccio di stupefacenti. La vittima era un pusher, e anche Mannisi aveva precedenti per droga. Al momento, pero’ questo e’ l’unico elemento che unisce le due vicende. Per quell’esecuzione nel maggio del 2013 sono stati arrestati dai carabinieri Alessio Valiano, pregiudicato di 46 anni e Antonio Cavallo, di 47, anch’egli con precedenti. I due hanno attirato con l’inganno la vittima, l’hanno uccisa in un luogo ancora sconosciuto trasportando e abbandonando poi il corpo in quella strada, ora nuovamente al centro della cronaca nera.(ANSA)