Vladimir Putin e la questione Ucraina

di Redazione | 23/02/2014

“Les jeux sont faits” a Sochi, dove stasera Putin ha chiuso la sua Olimpiade con un doppio successo, sportivo e organizzativo, anche contro la minaccia del terrorismo caucasico. Ma i giochi sono ancora aperti e del tutto imprevedibili nell’arena ucraina, dove si confrontano le due anime del Paese, quella russofona e quella filo occidentale, e le mosse della diplomazia internazionale, interessata ed evitare la disintegrazione territoriale di uno Stato gia’ sull’orlo della bancarotta.

VLADIMIR PUTIN E LA QUESTIONE UCRAINA – In questi ultimi giorni Putin non ha proferito verbo, ma e’ rimasto incollato al telefono con molti leader, da Obama alla Merkel, che ha sentito anche oggi. “I due responsabili politici sono d’accordo sul fatto che l’Ucraina si debba dotare rapidamente di un governo in grado di agire e che l’integrita’ del Paese debba essere preservata”, insieme alla stabilita’, ha fatto sapere la cancelleria tedesca. Un invito che la Merkel ha girato alla stessa Timoshenko, la leader dell’opposizione scarcerata ieri dal parlamento ucraino. Ed e’ sulla ex ‘pasionaria’ della rivoluzione arancione che potrebbe scommettere lo stesso Putin, stando a commentatori come il direttore di Radio Eco di Mosca Alexiei Venediktov e Iulia Latinina. In fondo e’ con lei che nel 2009 fu trovato l’accordo sul gas, quello che poi porto’ ‘Iulia’ in galera. I due non si amano, ma sanno trattare in modo pragmatico.

L’INTEGRITA’ TERRITORIALE – Il nodo dell’integrita’ territoriale e’ quello che piu’ preoccupa anche Putin, insieme all’effetto domino su altre ex repubbliche ex sovietiche, compresa la Russia, dove pero’ la situazione socio-politica e’ ben diversa. Un’Ucraina divisa in due parti, l’una contro l’altra armata, non interessa a nessuno, neppure al Cremlino. E lo scenario di un intervento militare russo per ora sembra una fantasia da Risiko, anche se tutti sono in attesa di capire le prossime mosse di Mosca. “Non sappiamo quale sara’ la reazione della Russia, ma non sarebbe nel suo interesse” intervenire militarmente in Ucraina, ha detto il ministro degli Esteri britannico William Hague alla Bbc. “Ci sono ancora molti pericoli. La situazione politica, anche in seno all’opposizione, e’ ancora molto complicata. Ed e’ chiaro che e’ un Paese diviso”, ha aggiunto Hague.

COME L’HANNO PRESA GLI ALTRI – Analoghi i commenti che arrivano da Washington, dove la consigliere alla Sicurezza nazionale Usa Susan Rice ha definito “un grave errore” l’ipotesi di un’azione di forza russa in Ucraina. Il Cremlino per ora sta alla finestra dopo lo smacco di aver puntato su un cavallo rivelatosi debole e inaffidabile come Ianukovich. Di armi per mettere i bastoni tra le ruote alla futura leader ucraina ovviamente Mosca ne ha in abbondanza: il gas, il congelamento del prestito di 15 miliardi di dollari, soffiare sul fuoco del separatismo delle regioni sud-orientali, in particolare della repubblica autonoma di Crimea, dove oggi 2000 persone sono scese in piazza per denunciare “la presa del potere dei fascisti a Kiev” dopo che a inizio mese le autorita’ locali avevano gia’ suggerito di cambiare la costituzione locale per inserire la Russia come ‘garante’ della loro autonomia.

UN GIOCO PERICOLOSO – Ma sarebbe un gioco pericoloso, con il rischio di rendere ancora piu’ instabile l’Ucraina, mettendo a repentaglio interessi economici (investimenti miliardari), energetici (il metano all’Europa), militari (la base della flotta del Mar Nero a Sebastopoli) e geopolitici (riducendo ampiezza e peso dell’Unione eurosiatica sognata da Putin). Per questo l’ipotesi di avere un interlocutore forte e pragmatico come ‘Iulia’ non dispiacerebbe a Putin. In fondo anche lui ne aveva chiesto la liberazione.(ANSA)