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Stefania Giannini: il ministro dell’Istruzione del governo Renzi si presenta

Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione del governo Renzi, si presenta in un’intervista a Repubblica e racconta cosa vuol fare nella scuola italiana. A partire dalla prima cosa:

«Studierò. Come una secchiona. Intendo la macchina, che è da adeguare. Un Paese non può spendere 275 miliardi in pensioni e 53 in istruzione. Abbiamo davanti un settennato europeo con 100 miliardi per investimenti infrastrutturali e 80 miliardi per la ricerca. Per vincere bandi europei, però, ci vuole una mentalità che l’Italia ancora non possiede».
E’ il terzo rettore consecutivo che diventa ministro: la scuola in mano ai tecnici.
«Considero questo incarico il mio, per elezione, ma lo eserciterò come un ruolo politico, di scelte». Due temi che Maria Chiara Carrozza le lascia in eredità: il liceo in quattro anni e una grande consultazione nel Paese. «Sì ai licei in quattro anni, è un modello internazionale. La consultazione sulla scuola, invece, mi lascia scettica».

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I problemi irrisolti che Giannini trova nel settore dell’istruzione sono parecchi, i soldi a disposizione pochi. La questione degli ex Lsu, la contrattazione per la copertura degli scatti di anzianità dei docenti, i decreti attuativi del decreto Istruzione sono alcune fra le questioni più urgenti con le quali dovrà fare i conti il nuovo ministro al quale toccherà pure affrontare il non secondario nodo del rinnovo del contratto di lavoro del comparto. Ed è di oggi la notizia che il Consiglio di Stato, dopo ricorso, ha ammesso alle graduatorie ufficiali finalizzate agli incarichi e alle supplenze 800 precari della scuola in possesso del tirocinio formativo attivo, e non dell’abilitazione Siss. E molti altri ricorsi si profilano all’orizzonte.

Sul fronte dell’universita’ il nuovo Governo dovra’ portare avanti il riordino delle specializzazioni mediche. In sospeso anche il destino del decreto ‘scatti’ (in discussione al Senato) cosi’ come entro giugno va chiusa all’Aran la contrattazione per la copertura degli scatti degli insegnanti. Resta sospeso anche il bando per i ricercatori ‘senior’ che e’ pronto ma dovra’ fare il suo iter mentre attende il passaggio al Cipe il Programma nazionale della ricerca. Sulla rampa di lancio resta, infine, la Costituente della Scuola. Lei con Repubblica aggiunge:

Anche lei parla del valore del ruolo dell’insegnante, poi, però, non ci sono i soldi per valorizzarli davvero.
«I soldi sono necessari per la scuola pubblica e quella paritetica, che non lascerò indietro, ma il modello scatti d’anzianità va rivisitato con coraggio. Premi a chi si impegna, chi si aggiorna, chi studia. Tutti i mestieri che si rispettino prevedono premi. Valutazione e autonomia delle scuole, sul serio. Le scuole devono diventare università: gestire, scegliere».