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Pier Carlo Padoan: ecco chi è il ministro dell’Economia del governo Renzi

Pier Carlo Padoan è il nuovo ministro dell’Economia del governo Renzi. Lo conferma lui stesso al Sole 24 Ore. Economista e professore, Padoan è stato consulente presso la Banca Mondiale, la Bce e la Commissione Europea. Per sei anni è stato vicesegretario generale e capoeconomista dell’Ocse. Nominato a fine gennaio presidente dell’Istat, Padoan è stato il rappresentante dell’Ocse al G20 Finanza e a capo della Risposta Strategica, della ‘Green Growth and Innovation Initiative’ dell’organizzazione.

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PIER CARLO PADOAN: MINISTRO DELL’ECONOMIA DEL GOVERNO RENZI – Nel suo curriculum c’è anche la direzione della Fondazione Italianieuropei, il think tank politico di Massimo D’Alema.   Tra il 2001 e il 2005 ha ricoperto il ruolo di Direttore esecutivo per l’Italia del Fondo monetario internazionale con responsabilità su Grecia, Portogallo, San Marino, Albania e Timor Est, mentre dal 1998 al 2001 è stato consigliere economico presso la presidenza del Consiglio dei ministri, collaborando con i premier Massimo D’Alema e Giuliano Amato, e responsabile per il coordinamento della posizione italiana nei negoziati dell’ Agenda 2000 per il bilancio Ue, l’Agenda di Lisbona, il Consiglio Europeo, gli incontri bilaterali e i vertici del G8.

PIER CARLO PADOAN E LA CRISI DEL DEBITO – Il vicedirettore di Libero Franco Bechis su Twitter fa notare quanto disse Padoan nel 2010, poco prima dello scoppio della crisi dello spread:

In un’intervista a Il Sole 24 Ore, Pier Carlo Padoan spiega che la situazione è ancora “molto delicata” a causa dei problemi di paesi come Grecia, Irlanda e Portogallo, gravati da “un mix di problemi: finanziari, fiscali e di competitività e crescita”. Per quanto riguarda l’Italia, spiega Padoan, il debito è sì elevato ma è costante. “Anche durante la crisi è salito pochissimo. I mercati si spaventano quando c’è una rapida progressione del debito”. Nell’area Ocse, la crescita economica si attesterà quest’anno al 2,8% per scendere al 2,3% nel 2011 e risalire al 2,8% nel 2012. “La ripresa globale è in corso ormai da qualche tempo anche se la disoccupazione resta ancora alta in molti Paesi”, sottolinea il vice segretario generale dell’organizzazione Pier Carlo Padoan. “La ripresa – aggiunge – è molto più forte nelle economie emergenti mentre resta debole ed irregolare in gran parte dell’Ocse, e ha mostrato recentemente incertezze”. La ripresa “continua ma ha rallentato il passo”, dice l’Ocse.

PIER CARLO PADOAN E LA CRISI  – E della crisi cosa pensa? In un vecchio articolo su Repubblica in cui si commentava la sua nomina all’Istat diceva:

– “Le tasse che danneggiano di meno la crescita sono quelle sulla proprietà, come l’Imu, mentre le tasse che, se abbassate, favoriscono di più la ripresa e l’occupazione sono quelle sul lavoro”. Potrebbe essere questo il manifesto di Pier Carlo Padoan, il presidente dell’Istat, tra i papabili per la poltrona del ministero dell’Economia. Per lui, il problema italiano è la compresenza di un alto debito pubblico e di un bassa crescita ed è necessario aggredire le ragioni strutturali che frenano la nostra economia. E di certo per il presidente dell’Istat è meglio concentrarsi sulla crescita che sul debito. I 2mila miliardi di euro di debiti che gravano sulle spalle degli italiani non sono tali da far drizzare i capelli, perché se da una parte è vero che l’Italia è uno dei Paesi con il debito più alto, è anche vero che è il paese che, non solo dell’area Euro ma del Gruppo Ocse, è fra quelli che hanno meno bisogno di aggiustare il loro surplus primario per stabilizzarlo.

In questo video possiamo vedere una sua intervista a Ballarò:


PIER CARLO PADOAN MINISTRO
– In materia fiscale il nuovo presidente dell’Istat ha le idee chiare. Agli inizi di luglio aveva spiegato: «Le tasse che danneggiano di meno la crescita sono quelle sulla proprietà, come l’Imu, mentre le tasse che, se abbassate, favoriscono di più la ripresa e l’occupazione sono quelle sul lavoro».