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Il grande complotto per la liberalizzazione della marijuana

Voi poveri illusi che credevate che un secolo di proibizionismo e decenni di War on Drug fossero un’idea dei conservatori americani e delle destre a ogni latitudine, vi sbagliavate. Il proibizionismo era una barriera contro un complotto terribile, con il quale la CIA vuole controllare il mondo drogandone gli abitanti.

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IL COMPLOTTO OVUNQUE – La fantasia dei complottisti è pari solo alla loro incoerenza e così adesso quelle genialità inespresse che animano siti come Signoraggio.it ora fanno campagna contro la legalizzazione sostenendo che si tratti di un (improvviso!!1!) complotto ai danni dei cittadini indifesi. Ninete di nuovo, l’idea è già tempo presente nella grande lista dei complottoni, anche se alcuni che si battono contro gli Illuminati sostengono che il complotto sia invece nel proibizionismo. Un complotto, questo della legalizzazione, che:

«cela: IL CONTROLLO SOCIALE! Attraverso la legalizzazione verrà varato il piano di controllo di massa più vasto del sistema ma nessuno lo dice perché sono tutti d’accordo».

IL CONTROLLO SOCIALE – Come funzionerà lo spiegano di seguito:

«non appena il Sig. Rossi avrà acquistato – in tutta “libertà” – le sue belle “cannette”, lo Stato riceverà una comunicazione lampo: “Un altro elemento inferiore di nome Rossi, nato a… in data… residente in… professione… ci ha consegnato i suoi dati che provvederemo a catalogare assieme agli altri e, quando costui – od una persona qualunque tra quelle che abbiamo schedato – dovesse decidere di esprimere il proprio pensiero in forma pubblica (diventando ad esempio giornalista, scrittore, opinionista, o politico) le cose saranno due: o il Sig. Rossi si mostrerà gradito al nostro regime, oppure lo facciamo a pezzi sputtanandolo pubblicamente, dandogli del drogato, del malato psichico ecc ecc ecc. e guai a lui se si dovesse dimostrare intelligente oltre la media: gli appiopperemmo un bel TSO (trattamento sanitario obbligatorio) e ce lo leviamo dalle palle!»

BAGGIANATE A CASO – La fallacia di un ragionamento del genere è evidente, non solo perché la legalizzazione non prevede la schedatura dei consumatori, semmai è il contrario, ma soprattutto perché se la cannabis diventasse legale non ci sarebbe niente e nessuno da sputtanare e ancora meno ci sarebbero estremi per imporre dei TSO. Oggi il signor Rossi acquista alcolici senza che nessuno gli dica niente, domani farebbe lo stesso con la cannabis.

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STAY SOPRATTUTTO FOOLISH – Poco importa a chi produce questa robaccia e chi la commenta e diffonde, se la logica fosse un problema non esisterebbe un fenomeno del genere, che pur scagliandosi sistematicamente contro i poteri forti, finisce quasi sempre per validarne le posizioni attraverso esercizi intellettuali simili a questo. Ma i sedicenti paladini delle masse offese non si fanno impressionare da dettagli del genere e citando Steve Jobs non si fanno mancare nemmeno l’appello ai giovani a non proseguire sulla strada del vizio:

Attenzione care lettrici e cari lettori: non fatevi fregare ancora come nel 1968. Rischiereste di diventare squallidi come i nonni di oggi che lo hanno vissuto e perduto, nonni e nonne che oggi non sanno far altro che narrare di un’epoca che non è servita a nulla, se non a consentire agli ILLUSIONATI di continuare i loro squallidi piani segreti che i “sessantottini” avrebbero potuto arrestare e cancellare definitivamente dalla faccia della Terra ma non hanno avuto il fegato di compiere. Voi generazione di oggi, siate VERI, ORIGINALI E NON FATEVI CONTROLLARE MAI DA NESSUNO. COLTIVATE SEMPRE IL DUBBIO E NON SMETTETE MAI DI LEGGERE ALIMENTANDO IL VOSTRO CERVELLO, LA VERA ED UNICA ARMA DI CUI AVVALERSI NEI CONFRONTI DEGLI illusionati. O, se preferite, come ebbe a dire un vero grande che ci manca tantissimo: “STAY FOOLISH, STAY HUNGRY”.