Maria Elena Boschi: chi è il ministro delle Riforme del governo Renzi

di Maria Teresa Mura | 21/02/2014

Maria Elena Boschi è il nuovo ministro delle riforme del governo Renzi. Classe 1981, la 32enne è nata a Montevarchi ma vive e lavora a Firenze, dove fa l’avvocato. E’ stata membro del consiglio di amministrazione di Publiacqua, carica da cui si è dimessa dopo la candidatura alle elezioni del febbraio 2013 con il Partito Democratico. E’ considerata fedelissima e vicinissima a Matteo Renzi, con il quale ricopre il ruolo di consigliere giuridico. Ma è anche una delle organizzatrici della Leopolda, tanto da guadagnarsi due appellativi: «La giaguara della Leopolda» e «L’amazzone di Renzi».

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MARIA ELENA BOSCHI MINISTRO DEL**** DEL GOVERNO RENZI – Insieme con Simona Bonafé e Sara Biagiotti, Boschi è diventata una delle protagoniste del team dell’ex rottamatore che per sfidare Pier Luigi Bersani girò tra le 108 province d’Italia. Così parlava qualche tempo fa il Giornale di Maria Elena Boschi:

Che sia ragazza quadrata, non ci piove, e neppure che sia ambiziosissima. Nata a Montevarchi, ma solo perché lì c’era Ostetricia, Maria Elena è di cospicua famiglia di Laterina, borgo aretino di qualche migliaio d’anime. Papà Pierluigi è dirigente della Coldiretti, direttore di un consorzio vinicolo e nel cda di BancaEtruria. In sostanza, un ex democristiano traslocato nel Pd, via Margherita (stesso partito dei Renzi). Idem la mamma, Stefania Agresti, preside e vicesindaco pd del borgo. Pare che i Boschi e i Renzi – del Valdarno aretino gli uni, del fiorentino gli altri – siano vaghi conoscenti da prima che i rispettivi rampolli intrecciassero i destini, cosa che tra sparuti bianchi nella marea rossa locale, è del tutto verosimile.

Appena arrivata a Montecitorio, la 32enne s’è infatti ritrovata appiccicata addosso il titolo di ‘Miss parlamento’: una scelta che, tanto per una volta, ha messo d’accordo destra e sinistra. E poi:

Dopo una superlativa laurea in Legge, Maria Elena si specializzò in Diritto societario, iniziando la pratica legale. A studio con lei, c’era Francesco Bonifazi, di cinque anni maggiore, avvocato piddino col pallino della politica. I due diventarono amici – c’è chi dice qualcosa di più – e insieme sostennero nel 2009 la candidatura a sindaco di Firenze del dalemiano, Michele Ventura, contro Renzi. Matteo però prevalse e Bonifazi, eletto unico consigliere comunale venturiano, il giorno successivo passò armi a bagagli con il vincitore diventandone, come tutti quelli che si allineano con Matteo, reggicoda. Ne è stato lautamente ricompensato: oggi è deputato e tesoriere del Pd. Fu lui a presentare al neo sindaco Maria Elena che, a sua volta, si mise a disposizione ricevendone altrettanti benefici. Per riassumere: la Nostra fanciulla, che non doveva all’inizio avere le idee chiare, debuttò in politica con un prodigioso salto della quaglia dall’universo togliattiano di D’Alema a quello indefinito di Renzi, suo rottamatore.

Alcune foto di Maria Elena Boschi, ministro del governo Renzi:

UNA VITA DA MARIA ELENA – Così invece la ritraeva l’Huffington Post:

A far scattare la scintilla con Renzi, visto inizialmente non aveva la tessera gold del Cerchio Magico, ci pensò una sua dettagliata relazione sulla privatizzazione di Ataf, che rischiava di saltare per l’ostilità delle amministrazioni contrari allo spacchettamento. Fino all’anno scorso, condivideva la scena renziana con altre due donne, Simona Bonafè e Sara Biagiotti, ma come in una versione femminile di highlander alla fine è rimasta solo lei. All’inizio era la Bonafè, nello schema renziano, il volto televisivo da mandare ovunque, poi il suo nome è sparito da qualche lista di ospiti da inviare in tv; da qualche settimana invece spadroneggia la Boschi, che alla Leopolda aveva rotto – involontariamente – il tabù del giaguaro mettendosi un paio di scarpe leopardate. Coraggiosa, non c’è dubbio, a far proprio il maculato, simbolo bersaniano di sconfitta (“lo smacchiamo! Lo smacchiamo!”), per farlo proprio e trasformarlo in un simbolo di vittoria.