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La bufala del complotto anti Grillo degli aspiranti suicidi a Sanremo

La teoria del complotto, si sa, tra gli utenti del web attecchisce facilmente. E anche nel caso dei lavoratori disoccupati che hanno minacciato di lanciarsi dagli spalti del Teatro Ariston di Sanremo durante la prima puntata del Festival 2014 si è fatta spazio l’ipotesi della messinscena. A diffondere il sospetto di una scenetta preparata a priori è oggi il blog Corriere del Giornale, che già si è fatto notare negli ultimi tempi per la diffusione di notizie fasulle, come l’introduzione del microchip obbligatorio per i neonati, l’abolizione del canone Rai, il ritorno alla lira, il suicidio di Michele Misseri o anche la larvona che se ne va in giro come un cavallo nella Terra dei Fuochi.

 

Prima serata del 64esimo Festival della canzone italiana

 

IL SOSPETTO – Secondo il sito che spaccia bufale come veri e propri scoop gli «aspiranti suicidi» che hanno minacciato un folle gesto a Sanremo sarebbero in realtà due attori ingaggiati allo scopo di rubare la scena a Beppe Grillo, in virtù del fatto che il leader del Movimento 5 Stelle già nei giorni scorsi aveva annunciato la sua presenza al Teatro Ariston e che, poco prima dell’inizio della manifestazione canora, è stato protagonista di un comizio in strada immerso tra microfoni e telecamere. «Secondo le nostre considerazioni – si legge sul Corriere del Giornale – si tratta di una farsa televisiva preparata sullo stile di Pippo Baudo che già in un’altra occasione presentò la stessa scenetta che venne subito smascherata. Grillo aveva preannunciato il suo ‘arrivo’ già sui social network e questa clamorosa farsa è stata, a nostro parere, preparata per neutralizzare un suo possibile intervento. Ci chiediamo: Come potevano due persone raggiungere gli spalti più alti del teatro senza essere fermati dall’imponente sistema di sicurezza?».

 

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LA MINACCIA DI GRILLO – Dunque, le perplessità e le considerazioni sono legittime. Ma probabilmente troppo avventate. Innanzitutto i sue aspiranti suicidi sono Antonio Sollazzo e Marino Marsicano, due operai campani del Consorzio di bacino delle province di Napoli e Caserta, società che si occupa del ciclo rifiuti in difficoltà economiche. E, al di là dell’identità dei protagonisti,  i primi istanti della prima puntata del Festival sono i meno indicati per mettere in atto una messinscena, per il rischio di compromettere l’immagine dell’intera manifestazione. E forse nemmeno ci sarebbe stato bisogno della messinscena per oscurare la visibilità di Grillo. Considerando, infatti, il numero di ospiti e cantanti in gara presenti sul palco nell’arco della serata, probabilmente il comico non avrebbe mai avuto la meglio sul Festival. Basta guardare le prime pagine dei giornali online di oggi e di ieri. Del leader del Movimento 5 Stelle e del suo comizio in strada a Sanremo già in serata si parlava ugualmente sui siti d’informazione senza che venisse messo in secondo piano lo spettacolo dell’Ariston. Lo stesso è accaduto sui cartacei in edicola stamane.

IL PREZZO DEI BIGLIETTI – Ma c’è di più. Il Corriere del Giornale fa sapere che il messaggio del quale chiedevano lettura i due disoccupati che hanno minacciato un folle gesto è stata «letta soltanto dopo la performance di Ligabue» e «risulta essere incompleta e priva di qualsiasi fondamento». «Si parlava – si legge sul sito – di operai che non ricevevano lo stipendio da ben 18 mesi senza menzionare quale fosse l’azienda interessata, che conta ben 800 dipendenti. Ci teniamo a precisare che il biglietto di ingresso a Sanremo è di 1500 €, totalmente fuori la portata di due operai senza stipendio da più di un anno e mezzo». Ma poteva mica Fazio – ci chiediamo noi – riportare integralmente il contenuto di una lettera senza averne mai verificato l’attendibilità? Per quanto riguarda il prezzo di una singola serata, infine, basta fare una veloce ricerca su Google per scoprire che un biglietto in galleria per le prime 4 serate del Festival all’Ariston può costare, non 1.500, ma solo 100 euro. 320 euro per la finale.

IL LINK DEL GRILLINO DAVIDE BARILLARI – Insomma, la bufala è palese. Ma qualche volta anche i personaggi che dovrebbero essere più attenti alle notizie attendibili e meno attendibili contribuiscono a diffonderla. È il caso di Davide Barillari, rappresentante del Movimento 5 Stelle al Consiglio Regionale del Lazio, che ha condiviso il post del Giornale del Corriere sulla sua frequentatissima pagina Facebook:

 

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(Fonte foto: archivio LaPresse)