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Talking Angela: la bufala dell’app di pedofili che ti ruba i dati

In internet sta circolando la storia riguardante “Talking Angela“, che secondo alcuni sarebbe un’app o un sito che chiederebbe ai bambini di fornire i propri dati personali. Snopes riporta alcuni messaggi allarmistici che circolano in rete: «Attenzione, a tutti i genitori che hanno dispositivi elettronici: c’è un sito chiamato “Talking Angela” sul quale ai bambini vengono chieste informazioni sul loro nome e sul luogo in cui vanno a scuola. Inoltre se premono un cuore situato in basso a sinistra, verrà scattata loro una foto senza preavviso». Un’altro messaggio parla invece di un’app: «Attenzione genitori e nonni! La mia futura nuora è appena stata avvisata del pericolo, Non lasciate che i vostri figli scarichino l’app Talking Angela, è molto inquietante. Quando Gracie mi ha portato il tablet per farmi leggere la domanda, ho subito notato che si era attivata la fotocamera. Aveva gà chiesto il suo nome, l’età e sapeva che si trovava in salotto».

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TALKING ANGELA – Per la chiarezza Talking Angela non è un sito web, ma un’app per iOS disponibile su iTunes e il fatto che dietro di essa vi siano dei pedofili che vi rubano i dati è una bufala. Talking Angela ha delle funzionalità molto interattive per i più giovani e  quando i bambini la attivano ed iniziano a giocarvi, Angela, un gatto che si trova su un tavolino esterno di un bar Parigino risponde in base alle loro azioni. Come riporta il sito Naked Security, tutte le accuse rivolte a Talking Angela sono infondate e non vi sarebbero evidenti problemi di privacy. Un portavoce di Out Fit 7, l’azienda produttrice dall’app  ha detto che nessun dato personale viene raccolto con Talking Angela, che è disponibile su iOS, Android e Facebook app. L’utente viene informato del fatto che una delle funzioni principali della app è la chat, dove Angela parla con chi sta giocando. I dati raccolti non sono condivisi con nessuno e vengono spediti alla Out Fit 7 solo in forma anonima. Inoltre l’app comunica chiaramente il fatto che l’aplicaizone permette all’utente di scattare una foto di se stesso per condividerla poi nei social network, ma ciò avviene solo se è l’utente stesso a volerlo.