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La protesta per le mutandine di pizzo

Al grido di «Mutandine libere», un gruppo di donne kazake ha manifestato in piazza contro la nuova legge che, dal prossimo luglio, vieterà in Russia, Bielorussia e Kazakistan la vendita di lingerie e biancheria intima composta da materiali sintetici. Le istituzioni hanno bollato come «dannose per la salute» le fibre sintetiche utilizzate per confezionare biancheria intima, rendendo di fatto illegali i prodotti venduti da brand come Victoria’s Secret o La Perla, popolarissimi tra le donne russe e, di fatto, spianando la strada al grande ritorno della biancheria intima in cotone dell’era sovietica.

protesta biancheria intima Kazakistan (1)

«PERCHÉ AVETE PAURA DELLE MUTANDINE?» – La prossima entrata in vigore di questa legge, spiega l’Huffington Post, ha toccato un tema caldo  e le donne ora manifestano per il diritto di indossare biancheria di pizzo o, comunque, di vestirsi senza imposizioni dall’alto. Ad Astana, la capitale del Kazakistan, sette donne sono state arrestate domenica, mentre sventolavano in piazza slip di pizzo gridando «Perché avete paura delle mutandine?». E la protesta corre veloce, aiutata dal tam tam sui social network.

UN BUSINESS A RISCHIO – «In genere, la biancheria di pizzo sparisce letteralmente dagli scaffali – dice Alisa Sapardiyeva che, a Mosca, è titolare di un negozio di biancheria intima a prezzi popolari . Se ne impediranno la vendita, a soffrirne di più saranno i consumatori». Molte donne, infatti, sono abbastanza adulte da ricordare la biancheria intima di prima della caduta del blocco sovietico e non potrebbero mai rinunciare all’ampia scelta di colori e materiali disponibile ora. Nella sola Russia, quello della lingerie è un business da 4 miliardi di dollari l’anno, e l’80% dei prodotti venduti provengono dall’estero: se la legge entrerà in vigore il 1 luglio come stabilito, circa il 90% degli articoli attualmente presenti sugli scaffali scompariranno.

 

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«UN’ALTRA STUPIDA LEGGE» – Si tratta, naturalmente, di una decisione politica più che di una necessità medica: Russia, Bielorussia e Kazakistan fanno parte dell’Unione doganale eurasiatica, che mira a riformare un’alleanza economica in contrapposizione all’Unione Europea. E in Kazakistan sale la tensione anche a causa della svalutazione della moneta locale, il tenge, che perde il 19% rispetto al dollaro e dell’insofferenza nei confronti dl governo: «Penso che le ragazze avranno ancpra l’opportunità di comprare biancheria intima sintetica indipendentemente dal fatto che questa sia legale o meno in Russia – dice Trifon Gadzhikasimov, un ragazzo moscovita di 22 anni, che come la maggior parte dei suoi amici, viaggia regolarmente all’estero – Penso che di tratti solo di un’altra stupida legge che prova quanto il nostro governo sia inutile».

(Photocredit copertina: Vladimir Tretyakov/LaPresse)