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La suora allontanata dalla chiesa per aver distribuito profilattici alle prostitute

Per 33 anni suor Lauda, al secolo Majella Lenzen, ha lavorato come infermiera nell’ordine della suore missionarie di Maranhill in Africa. Tra i suoi compiti vi era quello di costruire un ospedale in Tanzania. Nel 1990 la donna ha assunto il comando dell’organizzazione ecclesiastica per la lotta contro l’Aids nella diocesi di Moshi e nel 1992 è andata ad accompagnare un medico nel quartiere a luci rosse della città per distribuire preservativi alle prostitute. Dopo questo fatto la ex suora ha subito un processo all’interno della chiesa alla fine del quale è stata “incoraggiata” a lasciare l’ordine e nel 1995 non era più una ufficialmente una “sorella”. Majella Lenzen racconta le sue esperienze di vita nei libri “Das möge Gott verhüten” e “”Fürchte dich nicht!”

Foto: Sandra Stein (http://www.welt.de/vermischtes/prominente/article124911664/Der-Kirche-waren-Gesetze-wichtiger-als-Menschen.html)
Foto: Sandra Stein (http://www.welt.de/vermischtes/prominente/article124911664/Der-Kirche-waren-Gesetze-wichtiger-als-Menschen.html)

MAJELLA LENZEN E LA SUORA DI RIETI – La ex suora  è stata intervistata da Die Welt e le è stato chiesto cosa ne pensasse della giovane suora di Rieti che è diventata madre: «Non posso più sentire parlare di “peccato”, penso che sia meraviglioso il fatto che la giovane sorella sia diventata madre». Parlando di chiesa e sessualità, la Lenzen ha detto che «il problema della chiesa con la sessualità è che ha a che fare con il potere, c’è sempre questa paura di fare qualcosa di sbagliato. Perchè c’è bisogno di un uomo a cui confessare i propri peccati, soprattutto quando si tratta di quelli in ambito sessuale? Dovrei confidarli a me stessa. Questo è un potere enorme che ha la chiesa».

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LE SUORE E L’AMORE – La ex suora racconta di essere andata in monastero all’età di 15 anni perchè suo padre da giovane voleva diventare missionario e le sue zie erano suore e la sua madrina, che era il suo modello di vita, era la madre superiora di una missione in Africa orientale. La Lenzen racconta di essersi innamorata più di una volta e che la cosa brutta di tutto questo era il fatto che non potesse esternare i propri sentimenti «Ignoriamo i nostri sentimenti, dobbiamo nasconderli, sia quelli belli che quelli brutti. Siamo teatrali, diamo di noi un’immagine di come dovremmo essere». Racconta anche di aver conosciuto delle suore e dei preti che hanno abbandonato la vita con Dio per dedicarsi all’amore, ma che l’uscita dal mondo ecclesiastico spesso è dolorosa.

LA CHIESA E GLI ANTICONCEZIONALI – Parlando del lavoro con i malati di Aids, la Lenzen racconta di aver capito che per la chiesa mantenere integre le leggi che la governano è più importante di prendersi cura delle persone: «Per me distribuire preservativi era una cosa così naturale che non ho nemmeno pensato che avrebbero potutto esserci delle conseguenze, ma anche se l’avessi saputo li avrei distribuiti ugualmente. Chi siamo noi per giudicare quello che gli individui possono o non possono fare?». Dopo quell’accaduto, la Lenzen è stata allontanata dal progetto in Tanzania. Racconta anche che in Zimbabwe, durante la guerra civile, alle suore è stata iniettata una “vitamina” che in realtà era un contraccettivo ormonale, ma che nessuna delle sue sorelle era al corrente di ciò e che quando una sua collega è stata violentata da un prete africano, è andata a sollevare dal questione dal vescovo, ma alla fine il sacerdote che aveva commesso la violenza è stato solamente rimproverato.