I tre ministri che Napolitano vuole indicare a Renzi

di Alessandro D'Amato | 18/02/2014

Marzio Breda sul Corriere della Sera racconta del personalissimo totoministri del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della formazione del governo Renzi. Con tre poltrone sotto la lente:

Napolitano ha dedicato e dedicherà particolare attenzione a tre dicasteri: 1) la Giustizia, per la sua veste di presidente del Csm e perché riguarda un fronte politicamente molto sensibile; 2) gli Esteri, perché condivide con l’esecutivo la rappresentanza dell’Italia sulla scena internazionale; 3) l’Economia, casella fondamentale per la credibilità del Paese in Europa. Il suo suggerimento è che quelle posizioni siano assegnate a politici di buon profilo (come del resto hanno domandato quasi tutti i partiti), possibilmente anche con esperienza parlamentare, capaci di controllare la macchina amministrativa (per inciso: questo è stato forse il lato più debole del governo Letta, che ne ha frustrato i risultati). Un triplo identikit sul quale, se e quando Renzi gli chiederà nuove indicazioni, il capo dello Stato offrirà consigli precisi.

totoministri governo renzi

Totoministri governo Renzi: Il Corriere della Sera

Ed è il ministro dell’economia il vero rebus della partita:

Sfogliando la margherita, l’identikit di colui che dovrà assumersi il rischio di sforare il tetto del 3 per cento avrà i lineamenti sia del tecnico che del politico. Riprende a circolare il nome di Lorenzo Bini Smaghi, gradito a Renzi nonostante le polemiche sul board della Bce. Torna in corsa il presidente dell’Istat, Pier Carlo Padoan. Spunta Guido Tabellini, economista di fama che ha diretto l’università Bocconi. C’è chi accredita una certa spinta di Draghi per la riconferma di Saccomanni e chi porta avanti Linda Lanzillotta di Scelta civica. Ma ecco che, alle nove della sera, l’ufficio stampa del Quirinale fa sapere che Napolitano ha ricevuto il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Coincidenza temporale che ha fatto drizzare le antenne a tanti. La soluzione del rebus ancora non c’è, non ufficialmente almeno. E così, con Renzi che ha imposto ai suoi «il silenzio assoluto sulla squadra», Continua a girare per il Tesoro anche il nome di Delrio.