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Enrico Montesano e la protesta con il cartellone a Piazzapulita

«A essere populisti basta poco: qualche cartello e una telecamera accesa». «Lo invitate e non gli date spazio solo perché è #M5S». La partecipazione di Enrico Montesano alla puntata di Piazzapulita trasmessa in diretta ieri sera ha chiaramente diviso i telespettatori su  Twitter. Nei  messaggi pubblicati sul social network, infatti, diversi utenti hanno criticato il conduttore Corrado Formigli per non aver dato sufficiente spazio al comico romano, elettore dichiarato del Movimento 5 Stelle alle ultime elezioni politiche. Molti, invece, hanno preso di mira le affermazioni e le battute dell’attore considerandole populistiche e poco idonee ad un serio dibattito.

 

enrico montesano piazzapulita 2

 

I TWEET – I botta e risposta sono diventati più accesi quando, a fine trasmissione, Montesano, scimmiottando un po’ la politica nostrana, ha mostrato (nel video dopo 2h e 38′) dei cartelli scritti a mano che riportano slogan elettorali: «Basta corruzione. Basta tasse. Basta furbetti. Basta politichese! Basta lavativi! Meno spese, meno Stato uguale meno tasse». Commentando la foto pubblicata dall’account di Piazzapulita (ma non solo), i follower soddisfatti hanno fatto sapere:

 

 

 

Ma non sono certamente mancate le critiche:

 

 

 

 

 

enrico montesano piazzapulita 3

 

LA «PROTESTA MUTA» – L’intervento contestato di Montesano è arrivato alla fine di un servizio sulla presunta compravendita di parlamentari da parte di Silvio Berlusconi nel periodo 2006-2010 e al relativo processo in corso a Napoli. Una vicenda che il comico ha commentato così: «Non è una novità e non mi sorprende. Il termine trasformismo fu inventato ai tempi di Giolitti. È nella natura degli italiani». Poi, in riferimento ai cartelli, Montesano ha detto in trasmissione: «È una mia protesta muta».  Infine, un commento ai mega compensi degli amministratori delle aziende pubbliche: «Visto quei manager di Stato che prendono 2 milioni e mezzo o tre di euro all’anno e poi mandano zampe all’aria le aziende di Stato… non si possono dimezzare del 50 percento gli stipendi?».

 

(Fonte video e immagini: Piazzapulita / La7)