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Fabrizio Barca, il governo Renzi e le pressioni di De Benedetti

Lo scherzo della Zanzara a Fabrizio Barca, fintamente a colloquio con Nichi Vendola e pronto a denunciare le pressioni di Carlo De Benedetti, rischia di rovinare il totoministri del governo Renzi. La storia riempie oggi i giornali italiani. A partire dal Corriere della Sera:

fabrizio barca governo renzi de benedettiFABRIZIO BARCA, IL GOVERNO RENZI E DE BENEDETTI – Racconta il quotidiano che l’effetto non è stato propriamente trascurabile:

A fine giornata, dopo che la frittata è fatta, c’è poco da recuperare. Fabrizio Barca è affranto e riesce solo a dire che si sente «violato, come se fossero entrati i ladri a casa». Non è la prima volta che la Zanzara mette in qualche modo nei guai un personaggio pubblico, in questo caso il Barca «violato» è anche lo stesso che al telefono si lascia andare senza rete, dicendo tutto quello che pensa del momento. Ecco cosa ha detto, almeno ritenendo di non essere ascoltato: «Non amo gli assalti. Sono sotto pressione, Nichi, una pressione che è crescente… Ma io non ci penso proprio, tanto per essere chiaro, ma proprio proprio!».

Insomma, niente dicastero di via XX Settembre. Ancora:

«Ho parlato con Graziano (Del Rio, ndr) e pensavo 48 ore fa di averla stoppata questa cosa. Se fallisce anche questa è un disastro, però non possono pretendere che le persone facciano violenza ai propri metodi, ai propri pensieri. Quindi sono stato proprio chiarissimo». Anche se dai vertici del Pd assicurano di non avergli fatto proposte.

La Repubblica delle idee 2013 a Torino

Fabrizio Barca, il governo Renzi e le pressioni di De Benedetti: Carlo De Benedetti (credit Lapresse)

CARLO DE BENEDETTI, LA NOTA SU BARCA – Nelle parole riportate dal Corriere, Barca attacca pesantemente proprio De Benedetti:

Barca difende la sua storia, la sua coerenza, dice che il governo nasce con un metodo sbagliato, «irresponsabile, con un livello di personalismo… », poi prosegue puntando l’indice sul proprietario del quotidiano La Repubblica: «È iniziata la sarabanda del padrone della Repubblica, che continua… Lui non si rende conto che io più vedo un imprenditore dietro un’operazione politica, più ho conferma di tutte le mie preoccupazioni. Si fa sentire, con un forcing diretto di sms, attraverso un suo giornalista… Questi sono i metodi. Legittimi, per carità. Questo è il modo di forzare, di scegliere, di discutere. Non una volta chiedendomi: ma se lo fai cosa fai?».

E Marco Galluzzo riporta la nota successiva di De Benedetti:

«Da molti anni conosco e stimo Fabrizio Barca. Sempre che siano vere le dichiarazioni attribuitegli, rimango sbalordito. Non lo vedo, non lo sento e non scambiamo messaggi da diverso tempo. Non capisco pertanto da chi abbia ricevuto queste presunte pressioni a fare il ministro, certamente non da me. Non mi occupo di nomine politiche perché non è il mio mestiere. Ho sempre rispettato l’autonomia della politica».

LIBERO, IL GIORNALE E L’INGEGNERE – Libero e Il Giornale colgono la palla al balzo per attaccare l’ingegnere:

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Sulla Stampa Francesca Schianci ci racconta del ruolo di Lucia Annunziata nella storia:

Barca spiega di averlo detto anche in risposta a un sms di Lucia Annunziata che chiedeva «Ma se ti chiama il presidente?» (la giornalista chiarisce in serata di aver inteso il presidente Napolitano e non De Benedetti, cercando di avere una notizia, «ho fatto il mio lavoro di cronista»), ma anche giudizio negativo su come la vicenda è stata trattata: «Io penso che oltre alla irresponsabilità politica, ci sia anche un elemento disumanizzante. Cioè, il metodo è contenuto… Tutto questo è avvenuto con irresponsabilità e deimodi, con un livello di personalismo, con un passaggio all’io…».

Mentre Maurizio Belpietro ha un diavolo per capello:

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