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La pulizia etnica nella Repubblica Centrafricana

Più di un quarto degli abitanti del paese è fuggito dalle proprie case e nelle ultime settimane è partita la pulizia etnica condotta dai cristiani ai danni dei musulmani, mentre le forze francesi che avevano l’ordine di fermare le violenze appaiono assecondare gli improvvisati crociati centrafricani.

bangui repubblica centrafricana

ACCUSE NETTE E DOCUMENTATE – L’accusa arriva da Amnesty International, ma è confermata da diverse fonti sul campo e persino da un video molto esplicito (di seguito) nel quale si vede tale «caporale Alfred Rhombot» guidare un gruppo male in arnese di pericolosi cacciatori di musulmani e coordinarsi con i militari francesi, che invece di disarmare quelli come lui sembrano servirsene per sloggiare i miliziani dell’alleanza Selek, anche se il risultato è andato oltre le previsioni e ora nella capitale del paese i musulmani sono rimasti in pochi e nel resto dell’Est del paese a maggioranza cristiana quelli che possono fuggono e quelli più reattivi sono già fuggiti tempo fa.

I Seleka sono un insieme di gruppi armati originari dell’Est del paese a maggioranza musulmana, che l’anno scorso sono riusciti a mettere in fuga sia l’ex-dittatore Bozizé che il contingente sudafricano, che pur corposo e pronto ad essere rimpolpato è stato attaccato unico tra i contingenti di pace già presenti nel paese. Fuggito il dittatore e ritirati i Sudafricani la palla è passata a Parigi, che per conto suo ha sempre tenuto il controllo dell’aeroporto della capitale e dei quartieri dove si concentrano gli interessi francesi. Rimpatriati gli europei, l’aeroporto è così diventato il più vicino campo-profughi in prossimità della capitale. Al potere andava allora un governo di transizione presieduto da un rappresentante dei Seleka, che però non aveva alcun controllo sulle milizie della composita alleanza e ancora meno sulle articolazioni inesistenti di uno stato che non esiste da tempo.