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Tutti i video dall’interno dell’aereo dirottato con centinaia di italiani a bordo

Questa mattina l’Europa si è svegliata con una notizia che ha messo in allarme l’intero continente. Il co-pilota del volo Ethiopian Airlines 702 partito da Addis Abeba a mezzanotte e mezza ed atteso alle 4.40 a Roma Fiumicino per uno scalo prima della sua destinazione finale a Milano Malpensa ha dirottato il velivolo, un Boeing 767, allo scalo svizzero di Ginevra Cointrin nella speranza di ottenere asilo politico.

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CHI È IL DIROTTATORE – Il dirottamento è iniziato nei cieli del Sudan. L’uomo, il 31enne Hailemedehin Abera Tagegn, da cinque anni dipendente della compagnia ha chiuso fuori dalla cabina di pilotaggio il comandante approfittando di una sua momentanea assenza per andare alla toilette ed ha preso possesso dell’aereo. A bordo c’erano 193 persone, tra cui 139 italiani. E per i nostri connazionali lo spavento è stato grande, visto che poco dopo il dirottamento si sono aperti i vani contenenti le maschere ad ossigeno con il co-pilota che ha intimato ai passeggeri d’indossarle.

L’INCIDENTE DEL 1996

I FATTI – Secondo le prime testimonianze, a bordo non ci si è accorti di nulla a parte un leggero trambusto dopo un’ora e mezza di volo e l’avviso da parte dell’equipaggio che l’aereo sarebbe atterrato al Cairo per un problema tecnico di lieve entità. L’aereo ha però proseguito la sua rotta e c’è stato l’annuncio che il volo sarebbe atterrato a Milano ma non a Roma. Un passeggero ha però testimoniato che la tensione si è alzata quando l’aereo ha superato le Alpi, segno che stava abbandonando anche lo spazio aereo italiano, con i caccia intercettori della base di Gioia del Colle, che avevano agganciato il 767 in Sicilia, che hanno lasciato il compito di sorvegliare l’aereo ai colleghi francesi.

 

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L’ARRESTO – I Mirage dell’aeronautica transalpina, come riportato da Airliners.net, hanno avuto l’ordine di far atterrare l’aereo ma di non abbatterlo. In questo modo il pilota ha avuto la possibilità di mettersi in contatto con le autorità svizzere che hanno aspettato mezz’ora circa prima di dargli il via libera all’atterraggio all’aeroporto. Una volta parcheggiato l’aereo in una piazzola lontana, il 31enne ha cercato di fuggire dal finestrino ma è stato bloccato dagli agenti. I passeggeri, come dimostra un video esclusivo di Repubblica, hanno invece ricevuto istruzioni in italiano su come abbandonare l’aereo, con l’invito di lasciare i propri effetti personali all’interno dello stesso.

L’INTERNO DELL’AEREO DIROTTATO (girato nel gennaio 2012)

LA CONDANNA ETIOPE – Tagegn, continua Repubblica, ha chiesto asilo politico in Svizzera perché nel suo paese si sentiva minacciato. Ma dall’Etiopia arrivano accuse pesanti. Il locale ministro delle comunicazioni, Redwan Hussein, è stato chiarissimo: «Dal Sudan fino alla Svizzera il copilota ha tenuto il controllo dell’aereo. Al momento sappiamo che è sano dal punto di vista medico, se non verrà provato il contrario dall’indagine che è in corso. Quindi l’obiettivo, quello che lo ho portato a dirottare il suo stesso aereo sfida ancora la ragione. Nessun motivo politico, sociale o economico giustifica il dirottamento ed è un crimine». Il ministro ha poi aggiunto che il co-pilota non ha pendenze con la giustizia.

LA TESTIMONIANZA – Gianfranco Dragà, geologo di Bressanone a bordo del Boeing ha raccontato la sua esperienza: «Il dirottatore ha minacciato due volte di far precipitare l’aereo e questi sono stati momenti in cui ho cominciato a pensare che fosse finita, ho pensato alla mia famiglia ed a nient’altro. Tutti noi dormivamo quando le maschere d’ossigeno sono cadute giù contemporaneamente, ci siamo resi conto che qualcosa non andava. Il copilota si è chiuso nella cabina di comando e ci ha ordinato di mettere le maschere d’ossigeno, ma queste non funzionavano. Per la prima volta è scoppiato il panico, un passeggero dietro di me urlava, gli ho detto di non perdere la calma altrimenti avremmo perso tutti la bussola».

I PRECEDENTI – Per un momento i più esperti hanno vissuto quanto accaduto nel 1996 quando un altro Boeing 767 dell’Ethiopian Airlines, a sua volta dirottato da persone che volevano arrivare in Australia per chiedere asilo politico, s’inabissò nell’Oceano Indiano, nei pressi delle isole Comore a causa di un tentativo di ammaraggio perché ormai privo di carburante, causando 122 vittime su 172 passeggeri. Mentre per quanto riguarda gesti deliberati dei piloti, qualcuno ha temuto che potesse riproporsi quanto avvenuto negli incidenti dei voli Egyptair 990 e Silkair 185, in cui rispettivamente il co-pilota ed il comandante scelsero di farla finita precipitando con il loro aereo e portando con sé i passeggeri.

IL VIDEO DEI PASSEGGERI ALL’AEROPORTO DI GINEVRA (repubblica.it)

(Photocredit Twitter)