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La solitudine uccide più dell’obesità

La solitudine cronica è capace di accorciare la vita come e più dell’obesità ed è quasi nociva come la povertà, aumentando del 14% il rischio di una morte prematura.

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SEMPRE PIÙ SOLI – Con l’allungarsi della vita s’allungano anche i potenziali periodi di solitudine nelle vita di uomini e donne, ora una ricerca dice che la solitudine prolungata può avere gravi conseguenze sulla salute mentale e fisica delle persone. Secondo una ricerca americana negli Stati Uniti ci sono circa il 20/40% degli adulti che si sentono soli. Per il 10% accade molto spesso e almeno un terzo ha un parente o un amico che pensa sia molto solo, quasi tutti condividono l’opinione che la solitudine si diffonda.

LA RICERCA – Lo studio, su un campione di oltre 2000 ultracinquantenni, ha seguito i soggetti dello studio per sei anni e ha dimostrato una correlazione evidente tra il loro sentirsi soli e il deteriorarsi della loro salute. Secondo il professor John Cacioppo dell’Universià di Chicago, lo studio mostra notevoli differenze nella velocità con la quale la salute deteriora tra quanti vivono in solitudine e quanti hanno relazioni sociali soddisfacenti.

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LA SOLITUDINE UCCIDE – Conclusione che lo porta a criticare la concezione americana del pensionamento, che prevede l’idea di comprarsi una casina in Florida e lasciare amici, parenti e ambienti familiari per godersi il riposo al caldo, potrebbe non essere l’idea migliore. La dinamica è uguale anche in Cina o in Europa, che mantiene vivi i contatti sociali dopo il pensionamento vive meglio e vive più a lungo, che sia sposato o single. La solitudine in particolare sembra innescare depressioni, pressione alta e problemi cardiaci