|

I Papaboys contro Rufus Wainwright e la canzone blasfema a Sanremo

Rivolta dei cristiani che non hanno niente di meglio contro la presenza di un cantante omosessuale e «blasfemo» a Sanremo, anche una petizione contro Rufus Wainwright.

sanremo rufus messa gay

CONTRO IL BLASFEMO OMOSESSUALE – A guidare l’assalto degli ultà cattolici sono i Papaboys, se dipendesse da loro Rufus non salirebbe sul palco dell’Ariston né mercoledì 19 febbraio come previsto, né mai. Rufus ha un problema, nell’agosto 2012 ha sposato a New York il compagno Jörn Weisbrodt, con il quale cresce la figlia Viva, avuta da Lorca Cohen, figlia di Leonard Cohen, grazie a un prestito dell’utero. Per di più invece di stare zitto e buono se la prende con l’omofobia dei cristiani e scrive liriche come «Messia gay», che comincia così:

Lui allora rinascerà
dal porno degli anni 70
indossando calzini a tubo con stile
e un sorriso davvero innocente

meglio pregare per i vostri peccati
meglio pregare per i vostri peccati
perchè il Messia Gay sta per venire

LEGGI ANCHE: Beppe Grillo al Festival di Sanremo terrorizza la Rai

LA PETIZIONE –  Che non piaccia ai Papaboys e ai cattolici oltranzisti è comprensibile, ma da qui a chiederne la censura perché blasfemo ce ne passa. E infatti nonostante i promotori della petzione ventino il numero delle firme alla petizione contro la sua presenza a Sanremo, a ben veder non si tratta affatto di gradi numeri, avendo presente il numero di cristiani nel nostro paese e di quanti in qualche modo sono attenti al Festival di Sanremo. Niente che scoraggi i difensori della fede e della moralità:

 In poche ore l’indignazione del mondo cattolico è salita alta attraverso le reti sociali. 30. 000 le firme raccolte per chiedere al presidente della Rai Tarantola ed al Direttore generale Gubitosi di intervenire. Da due giorni stiamo proponendo all’attenzione dei nostri lettori la presenza di un cantante palesemente blasfemo al Festival di Sanremo che è ai nastri di partenza. Non è possibile, e neanche giusto.

TUTTA PUBBLICITÀ – A parte che non è detto che Rufus canti proprio la canzone «blasfema» sul palco dell’Ariston, di polemiche del genere è piena la storia del Festival, che se ne è sempre nutrito con ingordigia. Difficilemnte gli organizzatori potranno lamentarsi del bravi cristiani che «Da due giorni stiamo proponendo all’attenzione dei nostri lettori la presenza di un cantante palesemente blasfemo al Festival di Sanremo», in fondo è solo pubblicità ed è anche gratis.

ANCHE I PARLAMENTARI  – Dieci parlamentari del Nuovo Centrodestra hanno chiesto oggi alla Commissione di vigilanza Rai di accertarsi che i responsabili della programmazione Rai, “dai vertici fino ai dirigenti che si occupano specificatamente del Festival di Sanremo” siano a conoscenza in anticipo delle modalità e dei contenuti dell’esibizione di Rufus Wainwright, dal momento che, sottolineano i parlamentari nella lettera, “Da quanto è dato sapere, l’artista ad oggi non avrebbe comunicato i contenuti della sua esibizione.” Questa richiesta e’ dettata dalla necessità di poter verificare l’adeguatezza dell’esibizione del cantante “rispetto alla manifestazione sanremese che, storicamente, si rivolge da sempre a un pubblico vastissimo, di tutte le età “. Rufus Wainwright èun controverso artista conosciuto anche per aver eseguito canzoni provocatorie e offensive nei confronti dei credenti cristiani, come ad esempio la nota “Gay Messiah”. Per questo, i firmatari chiedono che ci sia una piena assunzione di responsabilità dei vertici Rai affinche’ “non si verifichino situazioni incresciose, considerando che fra i milioni di spettatori del festival ci sara’ anche un’alta percentuale di minori”. Hanno sottoscritto la lettera: Eugenia Roccella, Maurizio Sacconi, Paolo Alli, Laura Bianconi, Raffaele Calabro’, Federica Chiavaroli, Roberto Formigoni, Carlo Giovanardi, AlessandroPagano, Barbara Saltamartini.