Le frontaliere a luci rosse che rischiano il posto di lavoro

di Redazione | 17/02/2014

Durante la puntata di Lucignolo andata in onda ieri sera su Italia 1 si è parlato della Svizzera e del fatto che gli Svizzeri abbiano recentemente votato positivamente ad un referendum contro l’immigrazione. Enrico Berry si chiede che fine faranno tutte le ragazze che popolano le case di piacere e va quindi a raccogliere i loro pensieri. Con la nuova legge, dice una donna, «i primi che vengono mandati via siamo proprio noi frontalieri». Anche i frontalieri che svolgono mansioni più classiche spiegano perchè hanno scelto di lavorare in Svizzera: «c’è un salario più giusto, più che altro c’è un futuro», spiega un ragazzo, mentre un signore sostiene che ci si deve alzare la mattina presto, «alle 5». Una donna teme che un giorno si arrivi al «licenziamento degli italiani».

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I FRONTALIERI – Come detto in precedenza, oltre ai frontalieri che svolgono lavori più classici, vi sono anche prostitute, escort e massaggiatrici che ogni giorno varcano il confine per lavorare. Una di loro racconta che al mese può arrivare a guadagnare dagli 8.000 ai 9.000 euro. Un’altra ragazza sostiene che con il referendum sui frontalieri si sente a rischio perchè se le tolgono il permesso poi non potrà più lavorare in Svizzera. Aggiunge che se è andata  lavorare nel paese elvetico è perchè in Italia non c’è futuro e quindi lo cerca da un’altra parte. Attilio Bignasca, coordinatore della Lega dei Ticinesi sostiene che «abbiamo il 28% di popolazione straniera» e sostiene che il referendum sia passato grazie ai voti del Canton Ticino.

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I CLIENTI DELLE ESCORT – Una donna svizzera crede sia necessario «mettere un tetto a tutto perchè noi qui abbiamo tanti disoccupati». Giulia è una escort e massaggiatrice transessuale che da tredici anni lavora in Canton Ticino ed è contro i frontalieri perchè crede che non sia giusto «che una viene qui, prende i soldini e fa anche prezzi a buon mercato. Si deve rispettare i veri professionisti». Un’altra ragazza che lavora nel settore racconta che alcuni frontalieri, dopo una giornata di lavoro, vanno a rilassarsi nelle case di piacere prima di tornare a casa e che quindi, se venisse messo un blocco a i frontalieri, sarebbe un male anche per chi in queste case di piacere ci lavora, mentre un’altra escort è più positiva perchè pensa che i turisti del sesso potrebbero comunque andare in Svizzera anche non essendo frontalieri.