La storia di Alessandro Baricco ministro

di Dario Ferri | 15/02/2014

Matteo Renzi ha incontrato oggi Alessandro Baricco a Firenze, al fine di convincerlo ad entrare al governo con lui. Lo scrittore, uno dei più famosi autori della nostra letteratura, sembra orientato verso il no, anche se anticipa un supporto al nuovo presidente del Consiglio nell’ambito culturale.

Alessandro Baricco Matteo Renzi 3

ALESSANDRO BARICCO AL GOVERNO? – Alessandro Baricco è andato a Firenze  per discutere del suo possibile ingresso al governo al fianco di Matteo Renzi. Oggi si concludono le consultazioni del presidente della Repubblica, ed è ormai certo che dopo le dimissioni di Enrico Letta l’incarico di formare un nuovo governo sarà affidato al  segretario del PD.  A Firenze è giunto in treno lo stesso Baricco, che si è intrattenuto diverse ore con il sindaco della città toscana parlando di quale contributo dare al prossimo esecutivo del nostro paese. Insieme a lui c’era anche Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica ed altra personalità di prestigio che potrebbe diventare ministro al fianco del leader del PD.  Matteo Renzi vuole comporre una squadra con una buona immagine, con nomi autorevoli presi al di fuori del cerchio ristretto degli esponenti dei partiti che lo sostengono, al fine di dare subito forza ed autorevolezza ad un governo che certo non nasce tra gli entusiasmi popolari. Baricco è uno scrittore molto apprezzato, e potrebbe giustificare la scorciatoia presa dal sindaco di Firenze per arrivare subito a Palazzo Chigi.

ALESSANDRO BARICCO E MATTEO RENZI – Alessandro Baricco è uno scrittore noto da molti anni,  ed ha sempre manifestato simpatie per la sinistra. Molto amico di Walter Veltroni, l’autore torinese e fondatore della scuola Holden era stato celebrato alcuni anni fa dal “Giornale” per i toni di pesante critica che aveva rivolto verso la dirigenza del centrosinistra. Alessandro Baricco si è poi avvicinato alla nuova speranza del PD, Matteo Renzi, partecipando  alla kermesse della sua corrente, la Leopolda, nel 2011, nel 2012 e nel 2013. L’unico appuntamento mancato dall’autore torinese fu il primo evento del 2010, organizzato dal sindaco di Firenze insieme a Pippo Civati.  Gli interventi di Baricco avevano fatto clamore, ed avevano aiutato il sindaco di Firenze a rafforzare la sua immagine progressista. Insieme a Jovanotti l’autore di Castelli di Rabbia ha fornito a Renzi il modo per equilibrare un posizionamento politico che ha lasciato per vari anni insoddisfatti o perplessi molti elettori di centrosinistra. Sul palco della Leopolda Baricco si era speso con generosità per il sindaco di Firenze, lodando le sue capacità di rinnovare la sinistra italiana.

GLI INTERVENTI DI ALESSANDRO BARICCO ALLA LEOPOLDA DI MATTEO RENZI

ALESSANDRO BARICCO SCRITTORE – Alessandro Baricco è da circa vent’anni uno dei più famosi scrittori del nostro paese. Laureato in filosofia con Gianni Vattimo e diplomato al conservatorio in pianoforte, Baricco pubblica il suo primo romanzo, «Castelli di Rabbia», nel 1991 e vince il premio Campiello. Sono del 1993 e del 1996 i libri che lo hanno reso famoso «Oceano Mare» e «Seta». Sceneggiatore del film la Leggenda del pianista sull’Oceano di Giuseppe Tornatore, tratto proprio dal suo lavoro teatrale «Novecento » pubblicato nel 1994, fin dal suo esordio Baricco collabora con alcuni quotidiani e lavora per la televisione, conducendo prima L’amore e’ un dardo, trasmissione di Raitre dedicata alla lirica, poi i programmi letterari Pickwick, del leggere e dello scrivere e Totem. Nel 1994 viene fondata a Torino  la scuola «Holden», la più importante scuola di scrittura creativa d’Italia.

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COLLABORAZIONE DIVERSA – L’incontro con Matteo Renzi, che lo stesso Baricco aveva invitato a compiere una rivoluzione culturale all’ultima Leopolda, non ha però dati gli esiti auspicati dal leader PD. Il sito di Repubblica riporta questa dichiarazione dello scrittore torinese.

Ho una vita che mi piace e non ho intenzione di cambiarla. Spero e credo che con Matteo troveremo il modo di lavorare insieme su un tema che sta a cuore a entrambi e che è un punto forte del suo programma:quello dell’educazione. Io ministro? No, sono assolutamente convinto di non avere il talento per fare questo

Matteo Renzi sarà forse deluso visto che il leader del Partito Democratico sperava di mitigare la delusione di tanti militanti proponendo un’icona a loro popolare. Viste le competenze politiche che servono per guidare un ministero, e il valore letterario delle opere di Baricco, non pare che il nostro paese abbia subito una grande perdita.