Il giovane gay russo che chiede asilo politico in Italia

di Redazione | 13/02/2014

Sono Vladimir, anche se questo non è il mio vero nome: ho paura di rivelare la mia vera identità. Una paura che mi porto dietro dopo varie forme di violenza che ho subito nel mio Paese, la Russia. Violenze e discriminazioni che hanno una sola ragione: sono gay.

LA PETIZIONE DI VLADIMIR, OMOSESSUALE RUSSO – Comincia così la petizione di «Vladimir», un ragazzo russo di 25 anni che ha lasciato il suo paese natale, la Russia, per sfuggire alle leggi di Putin contro la «propaganda gay» che, di fatto, mettono al bando l’omosessualità. Vladimir, che ha subito aggressioni fisiche e discriminazione sul lavoro, è venuto in Italia e ha chiesto asilo politico al nostro paese.

asilo politico italia gay russia 1

«L’ITALIA MI CONCEDA ASILO» – «Vladimir», che nel giorno dell’apertura delle Olimpiadi di Sochi era stato intervistato dal Corriere della Sera, racconta la sua vita tramite un appello lanciato su Change.org, rivolto al premier Letta affinché accolga la sua richiesta di asilo:

C’è un doppio filo, quello delle leggi anti gay volute da Putin che di fatto mette al bando gli omosessuali e la mentalità diffusa dei russi che discrimina gli omosessuali. Ho dovuto cambiare quattro lavori, ogni volta mi hanno costretto a licenziarmi. Sono stato vittima di violente aggressioni da parte di gruppi organizzati, ormai presenti in tutta la Russia. Qui ne avete avuto una qualche notizia attraverso i terribili video postati su Internet. In Russia questi gruppi, molti neo nazisti danno la caccia ai gay e la polizia non fa praticamente nulla. Quando sono andato a sporgere denuncia mi hanno detto che potevo anche morire.

 

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NUOVE DISCRIMINAZIONI – Ma la sua richiesta di asilo, arrivata sotto gli occhi delle autorità russe, non è stata senza conseguenze:

Ho scelto di venire in Italia e di chiedere qui asilo. Mi stanno aiutando gli amici dell’associazione Gay Center e altri amici mi stanno ospitando. Tra le difficoltà che sto affrontando anche quella, grave, di essermi visto bloccare i conti bancari una volta presentata la domanda d’asilo.

Guarda l’intervista di «Vladimir» per il Corsera:

«VOGLIO VIVERE IN ITALIA» – E, infine, l’appello al premier:

Ci sono gay che stanno chiedendo asilo in vari Paesi europei. Io credo di essere il primo in Italia. E’ qui che voglio vivere. In Russia non voglio più tornare. E chiedo di incontrare il Presidente del Consiglio per domandare che anche l’Italia come altri Paesi offra la sua protezione a chi come me in Russia è vittima di violenza omofoba. Serve dare una speranza a quei cittadini russi che sono privati dei propri diritti.

(Photocredit copertina: Getty Images)