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Quelli contro la ragazzina violentata a Finale Ligure

Violentata, poi minacciata e costretta a lasciare la scuola. Dopo aver denunciato quanto è stata costretta a subire, la 16enne di Finale Ligure (Savona), molestata a scuola,  si è ritrovata tutti contro. In pochi le credono, mentre il preside dell’Istituto alberghiero “Migliorini” ha replicato di voler «aspettare in silenzio». Come aveva spiegato il Secolo XIX, il dirigente scolastico aveva già cercato di “minimizzare il caso”, prima degli arresti dei quattro ragazzi, poi trasferiti in comunità, con l’accusa pesante di violenza sessuale di gruppo. Con l’aggravante, per tre di loro, della continuazione. Il motivo? L’episodio non sarebbe stato isolato, ma soltanto l’apice di settimane di molestie e umiliazioni.

Le foto dell'Istituto (Photocredit: Facebook)
Le foto dell’Istituto (Photocredit: Facebook)

LA RAGAZZINA MOLESTATA A FINALE LIGURE E I COMPAGNI CHE NON LE CREDONO – Non bastavano le violenze subite. La 16enne ha dovuto anche abbandonare l’istituto, dopo quanto avvenuto. Con tanto di sms minacciosi da parte degli ex compagni di scuola. Pochi le hanno mostrato solidarietà, mentre la maggior parte ha difeso i quattro accusati, etichettandola come “bugiarda”. «Non c’è niente di vero, è soltanto una sua invenzione» avevano spiegato già ieri alcuni ragazzini. Il Secolo XIX spiega come anche nella scuola si cerchi di prendere tempo, invece che condannare l’episodio:

«La parola d’ordine è una sola, ripetuta all’unisono da tutti: “Bisogna capire che cos’è successo davvero”. Persino un insegnante dell’istituto lo dice, pur non rivelando la sua identità: “Prima di muovere accuse così pesanti sarebbe necessario sentire tutti, soprattutto prima di arrestare dei ragazzini e di mandarli in comunità. Si dovrebbero avere le idee più chiare”. Una reazione quasi standard: “E così ora lei che ha avuto il coraggio di denunciare -spiega l’avvocato Maria Teresa Bergamaschi – rischia di passare per l’aguzzina, l’infame. In realtà ha subito una violenza che in alcun modo può essere giustificabile”».

Anche il dirigente scolastico Luca Barberis continua a misurare le parole: Su richiesta della Procura minorile, dal 4 febbraio aveva sospeso dalla frequenza i quattro studenti. «La scuola aspetta che vengano accertate le responsabilità. Quando la magistratura avrà terminato le indagini, prenderemo i provvedimenti del caso, ma abbiamo bisogno della massima chiarezza».

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TRA MINACCE E SMENTITE – La ragazzina di 16 anni non era stata la sola ad essere stata presa di mira dai ragazzi poi arrestati: Questo il racconto della ragazza molestata, riportato dalla Stampa: «All’inizio erano interessati anche a una mia compagna, ma lei ha fatto arti marziali, sa come difendersi e quindi l’hanno lasciata stare». Ma, tra chi prende le distanze dalle denuncia della vittima, c’è la stata presunta vittima del «branco», che sul proprio profilo Facebook ha affermato: «Mettiamo le cose in chiaro una volta per tutte, all’Alberghiero non è stata stuprata nessuna ragazza, è lei che sta raccontando un mucchio di cavolate senza rendersi conto che sta rovinando la vita a quattro ragazzi che non hanno fatto niente». Ma non solo: «Smettetela di dire che l’alberghiero è una scuola di drogati e persone che non hanno voglia di fare niente, perché non è affatto così. La gente viene lì perché è l’unica scuola che ti fa capire e ti insegna il mondo del lavoro», ha continuato. Eppure, la ragazza aveva raccontato con dettagli quanto avvenuto nello spogliatoio: «Mi hanno trascinato dentro, ho urlato chiedendo aiuto, ma uno dei ragazzi mi stringeva forte. Un altro aveva i pantaloni calati ma indossava i boxer, mi hanno fatto sedere a forza e mi hanno spinto contro le parti intime del ragazzo, mentre altri mi palpeggiavano». Soltanto grazie all’intervento di un docente, secondo l’avvocato Bergamaschi, è stato possibile mettere fine a una molestia che «poteva avere un epilogo imprevedibile». «Non possiamo sapere fin dove sarebbero arrivati», ha aggiunto il legale.

ACCUSATA DI AVER MENTITO – Il quotidiano torinese ha riportato il racconto del docente:

«Ho visto la ragazza in piedi, attorniata dai tre che la stavano trattenendo. A distanza un quarto ragazzo, a torso nudo e con i pantaloni indossati, tanto che la mia impressione è che si stesse cambiando. Ho alzato la voce e i maschi hanno desistito, permettendo alla loro compagna di allontanarsi ».

Aveva poi riportato a casa la ragazza, dopo aver fatto una nota ai ragazzi scoperti nello spogliatoio per essersi comportanti «in modo indegno e scorretto nei confronti di una loro compagna». Soltanto quattro giorni dopo – come ha spiegato anche il Corriere della Sera – ha raccontato l’episodio al dirigente scolastico, sottovalutando di fatto quanto avvenuto (la scuola era chiusa nei giorni seguenti alle molestie denunciate dalla ragazza, ndr).  Per ora Barberis ha spiegato di voler aspettare l’accertamento delle responsabilità.  Se gli accusati si sono difesi minimizzando quanto avvenuto e parlando di semplice «scherzo», gli altri ex compagni, invece, hanno continuato ad attaccare la vittima delle molestie, con tanto di messaggi e minacce.  «La pagherai, hai rovinato la loro vita». Oppure, «sei un’infame ». Soltanto per aver denunciato le violenze subite.