Impegno Italia: il patto di Enrico Letta e la sfida a Matteo Renzi

di Maghdi Abo Abia | 12/02/2014

Enrico Letta lancia la sfida a Matteo Renzi nella conferenza stampa nella sala dei Galeoni di Palazzo Chigi parlando del progetto Impegno Italia del governo ed il patto di coalizione, con Letta che ringrazia la maggioranza per il sostegno e lancia una serie di frecciate a Matteo Renzi. E decide di presentare il progetto rispettando gli impegni presi, con Letta che ha condiviso l’impegno del Pd sulla legge elettorale. Il Presidente del Consiglio offre Impegno Italia ai cittadini ed al Parlamento con una visione di cambiamento dell’Europa definita essenziale. Il documento Impegno Italia, lungo 57 pagine, è consultabile sul sito del governo.

Enrico Letta al backstage della fiera Bit presso il centro espositivo Rho Fiera Milano

IMPEGNO ITALIA, GLI OBIETTIVI – Per Letta questa costruzione deve vedere impegnati tutti in modo sintotico. E ad a quelli che hanno accusato Letta di perdere tempo, lui dice che non è colpa sua. Per quanto riguarda le durate, il presidente del Consiglio non mette le date perché questa legislatura serve ad uscire dalle due grandi emergenze nazionali, quella economica e quella politica, con una legge elettorale bocciata, al bicameralismo che non funziona ed il titolo quinto da riformare. E quando ci saranno le riforme, allora il lavoro sarà a compimento. Per il premier il governo ha fatto parlando dell’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. Enrico Letta si definisce uomo delle istituzioni ricordando allo stesso tempo quello che è stato in passato con il sacrifico di Napolitano che ha portato ad uno sblocco della situazione ed alla nascita di un governo di servizio al Paese.

 

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IMPEGNO ITALIA, IL GOVERNO DI SERVIZIO – Il Presidente del Consiglio ritiene che il proprio governo è al servizio del Paese e che questa vicenda non ha implicazioni personali né oggi né in futuro, con un profondo attaccamento da parte sua alle istituzioni ed al Paese. E per questo, secondo lui , gli uomini delle istituzioni devono essere responsabili e comportarsi come impone il suo ruolo. E tocca ai cittadini verificare il comportamento dell’esecutivo perché i cittadini non hanno votato un esecutivo che è nato in Parlamento a seguito di un impasse e che per questo i prossimi governi dovranno nascere in sedi appropriate, ovvero in Parlamento, e questo vale per tutti, anche per il Pd ed il suo segretario. Letta chiede chiarezza come gli italiani che vogliono sapere alla luce del sole cosa succede.

IMPEGNO ITALIA, NIENTE DIMISSIONI – Enrico Letta nega le dimissioni per manovre di palazzo aggiungendo che il rispetto delle istituzioni imponga chiarezza anche da parte di chi vuole prendere il suo posto. Per questo, riferendosi evidentemente a Renzi, invita chi vuole agire a muoversi a carte scoperte. Si torna a parlare di governo, di cosa non è stato fatto e delle condizioni in cui il governo si è trovato ad operare. Il Premier ha lanciato un titolo, «ogni giorno come se fosse l’ultimo» con l’hashtag «#iosonosereno» e «#zen» perché ogni azione, vista dall’esterno, è stata interpretata come l’ultimo gesto di quest’esecutivo. Letta aspetta il futuro ed i dati dell’Istat sulla crescita, aggiungendo che lo spread è sotto i 300 punti e che la crescita, seppur minima, è tangibile, con un tasso interesse nominale dei titoli di stato a 10 anni che è il migliore da otto anni a questa parte. Il deficit scende dopo sei anni grazie alle privatizzazioni mentre il rapporto deficit-pil è sotto il tre per cento. E con impegno Italia si spera che questi dati possano essere apprezzati dai cittadini.

 

 

 

 

 

IMPEGNO ITALIA, I PIANI PER L’ITALIA –  «You’ll never walk alone». Letta usa un coro del Liverpool per indicare ai cittadini che il welfare verrà riformato per venire incontro ai loro bisogni. Poi viene presentata la matrice, i tempi di attuazione e le responsabilità oltre ai ministeri che dovranno lavorare insieme per mettere il turbo. E per quanto riguarda il tema, definito poco sexy, relativo all’attuazione di ciò che si fa, bisogna agire perché l’Italia è un paese carico di annunci e decisioni anche se poi nessuno attua le decisioni. E queste s’insinuano in pertugi burocratici dai quali poi non escono. Nello specifico Letta parla della nuova legge Sabatini sull’incentivo per gli acquisti dei macchinari da parte delle imprese che vogliono investire che diventa operativa dopo sei mesi. E questo non può essere permesso perché i competitori dell’Italia corrono più forte del nostro Paese. E se fosse possibile attuare i sei punti che modificano i concerti amministrativi, che intervengono nel rapporto tra struttura e vertice, si può sperare in una ripartenza.

 

 

 

 

 

IMPEGNO ITALIA, LE PRIORITÀ – Il nuovo progetto punta sulla velocità e sulle risorse necessarie da mettere in pratica, con una tabella in cui si spiega come agire e dove trovare i soldi, una scelta che si basa su tre obiettivi relativi ad una presa sul serio della spending review, con Cottarelli, il responsabile, che ha presentato gli obiettivi tarati con prudenza dal Presidente del Consiglio, con il risultato che entro il 2015 oltre ai 3,5 miliardi è possibile aggiungere altre risorse oltre ai 30 miliardi che verranno dalla lotta all’evasione ed al rientro dei capitali, per tagliare di nove miliardi le tasse alle imprese ed ai 10 per il taglio delle tasse ai dipendenti, mentre gli altri 13 miliardi verranno usati per venire incontro alle priorità. Per l’Expo si punteranno a contratti a tempo indeterminato ed alla semplificazione del lavoro. Perché l’obiettivo è quello di sfruttare la ripresa ed un’emergenza finanziaria meno forte cambiando il Paese con le riforme. Il messaggio del Presidente del Consiglio è chiaro: «Io sto cercando di proporre il metodo per risolvere questa crisi Perché puo’ essere una crisi che finisce male. Bisogna stare attenti e sapere che siamo in una cristalleria».

 

 

 

 

 

IMPEGNO ITALIA, LETTA CONTRO RENZI – Nel question time successivo alla conferenza stampa, Enrico Letta manda un chiaro messaggio a Matteo Renzi definendo innanzitutto l’incontro con il segretario Pd: «è stato franco, ognuno di noi è stato molto sincero, abbiamo fatto valutazioni ed espresso punti di vista. Quando si discute è sempre positivo». E parlando degli aggiustamenti evocati negli scorsi giorni, Letta è stato altrettanto chiaro: Un aggiustamento non è sufficiente, è evidentemente necessario tener conto di quello che è successo», riferendosi all’uscita dalla maggioranza di Berlusconi e la divisione di Scelta Civica. Infine un altro messaggio neanche troppo sibllino: «I governi partono dai programmi, dai progetti, non dalle liste di ministri. Io propongo delle cose da fare. Poi saranno i partiti e i parlamentari della maggioranza a fare le loro valutazioni».

Impegno Italia from Palazzo Chigi – Governo Italiano

IMPEGNO ITALIA, I CONTENUTI – Come detto in precedenza, ora il documento presentato dal Presidente del Consiglio è on-line, scaricabile dal sito del governo. Tra i contenuti sono presenti provvedimenti per la cultura ed il lavoro, un piano europeo di di finanziamenti per progetti infrastrutturali, flessibilità ai bilanci nazionali, lotta alla disoccupazione giovanile, un’unione bancaria, accordi di partnerariato per la crescita, l’occupazione e la creatività, un’attuazione delle norme europee, l’uso ragionato dei fondi strutturali dell’Unione Europea. Per quanto riguarda i provvedimenti per i giovani, si vuole innalzare a 34 anni il limite per gli incentivi alle assunzioni per i disoccupati, la detassazione del salario di produttività e la sperimentazione di un servizio civile sul lavoro oltre ad una correzione sugli esodati.

IMPEGNO ITALIA, CONVIVENZE E CONFLITTI D’INTERESSE – Il documento Impegno Italia prevede anche novità sul tema delle convivenze e dei conflitti d’interesse. Il presidente del Consiglio nel testo prevede la necessità di elaborare una proposta per la disciplina dei diritti delle coppie conviventi. E per quanto riguarda i tempi di attuazione, è riportato il limite del secondo trimestre. Relativamente ai conflitti d’interesse, è necessario, come illustrato al punto 45, serve agire per evitare di pregiudicare il buon esercizio delle funzioni pubbliche da parte dei soggetti che ricoprono cariche di governo o altri ruoli di responsabilità. Ed è necessario rafforzare la repressione dei reati che possono alimentare indirettamente la pratica della corruzione ed il falso in bilancio. E l’attuazione è prevista entro il primo trimestre mentre l’attuazione è prevista entro l’anno.

 

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