Cosa c’entra Apple con l’omicidio della fidanzata di Oscar Pistorius?

di Redazione | 12/02/2014

Ci sarà probabilmente bisogno anche dell’Fbi e della Apple per sciogliere tutti gli interrogativi legati all’uccisione della fidanzata di Oscar Pistorius, delitto per il quale il campione sudafricano di atletica è finito sotto processo con l’accusa di omicidio premeditato.

 

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GLI IPHONE DA SBLOCCARE – Stando a quanto si apprende dai giornali stranieri, infatti, gli investigatori di Pretoria stanno cercando attraverso le autorità americane di ottenere accesso ai dati degli smartphone dello sportivo e della sua ragazza trovati in casa poco dopo l’uccisione. Gli investigatori, spiega la stampa estera, hanno bisogno dell’aiuto fondamentale della casa di Cupertino per sbloccare l’accesso ai dispositivi portatili dei quali Pistorius non ricorda le password e per accedere, di conseguenza, ai dati e ai messaggi salvati in memoria. La polizia sudafricana spera, quindi, di ottenere il via libera dell’Fbi il prima possibile, possibilmente prima dell’inizio del processo, programmato per il 3 marzo. Senza quella autorizzazione da parte dell’Ufficio federale di investigazione non sarà possibile avanzare alcuna richiesta alla Apple.

 

 

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LA VICENDA – L’omicidio a colpi di arma da fuoco della modella sudafricana Reeva Steenkamp è avvenuto lo scorso 14 febbraio nella villa di Pretoria dove viveva con Pistorius. Dopo l’uccisione della 29enne l’atleta fu arrestato e interrogato con l’accusa di omicidio. Dopo otto giorni di carcere e alcune udienze gli fu poi concessa la libertà su cauzione. Pistorius, 27 anni, sostiene di aver sparato alla fidanzata pensando si trattasse di un intruso. La condanna per omicidio premeditato può costargli fino a 25 anni di carcere. I procuratori hanno dichiarato che sul pavimento della residenza dove fu uccisa Reeva furono trovati due iPhone e due Blackberry.

(Fonte foto: archivio LaPresse)