«La Sindone si è formata a causa di un terremoto»

di Redazione | 12/02/2014

La sacra Sindone di Torino è stata per molto tempo una fonte di misteri: è considerata una delle più importanti reliquie cristiane e in molti credono che sia il sudario di Gesù Cristo a causa dell’immagine visibile sulla sua superficie che mostra quello che sembra un uomo nudo con ferite compatibili con quelle della crocifissione, riporta l’Huffington Post. In molti gridano al miracolo, mentre altri cercano di dare una spiegazione scientifica al fenomeno, come i ricercatori del politecnico di Torino, i quali hanno formulato una teoria che vorrebbe dare delle risposte. Gli studiosi infatti ritengono che le emissioni di neutroni che si sarebbero verificate durante un terremoto avvenuto intorno alla data di morte di Gesù avrebbero creato l’immagine e come se non bastasse avrebbero modificato i livelli di radiocarbonio che suggerivano il fatto che la sindone potesse risalire al medioevo, riporta LiveScience.

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LA TEORIA – Per formulare le loro teorie, i ricercatori A. Carpinteri , G. Lacidogna , e O. Borla si sono basati anche sulla documentazione storica, visto che un terremoto avrebbe fatto effettivamente tremare Gerusalemme intorno al 33 dopo Cristo. Gli studiosi hanno quindi simulato il fenomeno naturale schiacciando dei campioni di rocce, scoprendo che le emissioni di neutroni avrebbero potuto verificarsi durante un evento del genere e che avrebbero potuto innescare reazioni chimiche tali da fare in modo che si formasse l’immagine del viso sul sudario. Gli scienziati poi sostengono che intorno al periodo della morte di Cristo vi sarebbero stati dei terremoti disastrosi documentati da almeno tre opere letterarie.

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GLI SCETTICI – Alcune persone credono che questi risultati siano la prova definitiva che dimostra l’autenticità della sacra Sindone, soprattutto per il fatto che i ricercatori italiani affermino che la datazione della reliquia dell’università di Oxford fatta nel 1988 sia errata. Tuttavia vi sono molti altri scienziati che dubitano della validità dei risultati dello studio, sottolineando il fatto che la datazione al radiocarbonio eseguita in altre aree sismicamente attive come il Giappone di solito non è stata considerata imprecisa. Gordon Cook, professore di geochimica ambientale all’Università di Glasgow: «Chi ha datato con il radiocarbonio i materiali di quell’epoca non ha mai riscontrato niente di simile», ha detto il professore a LiveScience. Questa non è la prima volta che viene proposta una teoria sulla datazione della Sindone, infatti, nel 2013, il professor Giulio Fanti ed un gruppo di ricerca dell’Università di Padova hanno eseguito un test secondo il quale il sudario che avrebbe avvolto Gesù sarebbe risalito ad un periodo che va dal 300 a.C. ed il 400 d.C.