Michele Graziano: il padre che uccide i due figli piccoli

di Dario Ferri | 12/02/2014

Sul Corriere della Sera si racconta la storia di Michele Graziano, l’uomo che ha ucciso ieri i suoi due figli piccoli di otto e due anni , per poi tentare di suicidarsi. È successo a Paina, una frazione di Giussano, nella provincia di Monza e Brianza.

Michele Graziano uccide due figli

MICHELE GRAZIANO E L’OMICIDIO DEI DUE FIGLI – L’uomo, a quanto pare, era depresso dopo la separazione:

Giussano. Fabbriche e pendolari. Via Quattro Novembre è una strada qualunque, palazzi bassi, qualche negozio. Non il degrado, non il lusso. Vite oneste che si incrociano e dunque si conoscono a memoria. Tutti sanno. In tanti immaginavano. Moglie e marito lavorano insieme all’Esselunga, tra il magazzino e gli scaffali con la merce esposta. Si erano conosciuti lì. Da tempo le cose tra i due non giravano più. Ci avevano provato, dice chi li conosce, ma invano. Lui, alla fine, se ne era andato oppure era stato cacciato.

La separazione era stata particolarmente dolorosa. Aveva lasciato un segno devastante:

Il mercoledì e il sabato, Michele aveva il permesso per stare con il piccolino. Ieri ha chiamato l’ex moglie e le ha chiesto se poteva fare uno strappo alla regola. Prima ha preso Elena, poi Thomas. Ed è venuto in via Quattro Novembre. L’appartamento è quello in cui avevano abitato fin quando erano stati insieme. Lo avevano lasciato ed era rimasto comunque di loro proprietà. Serviva come deposito, per lo più. Michele naturalmente ha le chiavi. Dopo aver parcheggiato, è salito. Ha aperto la porta. L’ha chiusa. E si è trasformato in vendicatore. Il padre dell’ex moglie, senza voce, ripete lentamente: «Quello prima o poi avrebbe fatto un macello. Ora spero che lo arrestino e marcisca in galera. Perché se così non fosse, giuro che lo ammazzo con queste stesse mie mani».

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LA RICOSTRUZIONE – Secondo il racconto dell’avvocato di Graziano al quotidiano di Via Solferino, al contrario, l’omicida non avrebbe mai dato segni di squilibrio in passato. Mai avrebbe minacciato l’ex compagna, né annunciato vendette, rispettando gli orari di visita del bambino, così come le richieste della madre. «Era preoccupato di non poter dare ai figli tutto il necessario, faticava a pagare gli alimenti», ha concluso. Sulla Stampa, invece, si spiega come «le donne con cui aveva vissuto lo avevano lasciato per la sua gelosia e violenza». Il quotidiano piemontese spiega come, dietro il dramma familiare, si possa ipotizzare una vendetta verso le ex, dato che l’uomo poteva vedere i bambini soltanto una volta alla settimana. Per ora l’uomo si trova piantonato in ospedale, ricoverato al San Gerardo di Monza, con l’accusa di duplice omicidio. Nonostante il tentativo di suicidio, non sarebbe in condizioni gravi.

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In base alle prime ricostruzioni,  avrebbe chiamato il fratello subito dopo gli omicidi commessi. È stato il familiare a chiamare soccorsi e carabinieri.

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Cassiere della Esselunga di Lissone (Monza Brianza), Graziano aveva avuto i due bambini da due donne diverse. Entrambe le donne sono state ieri sentite dagli inquirenti. Si tenterà ora di capire le motivazioni di un gesto che appare ancora senza senso.

Videocredit: Repubblica.it – Le immagini dell’abitazione di Paina