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Nadia: la ragazzina di Cittadella che si suicida per l’odio degli amici

La storia di Nadia, la ragazzina di Cittadella che si è suicidata per i messaggi di odio inviatagli dagli “amici” sui social network, oggi è in primo piano su Corriere e Repubblica. La 14enne si è uccisa domenica pomeriggio lanciandosi dal tetto di un albergo abbandonato. Prima, aveva più volte manifestato, soprattutto sul suo profilo su Ask.fm, le sue intenzioni autolesionistiche. Proprio per questo molti coetanei, in più occasioni, l’avevano invitata a mettere in pratica le sue intenzioni suicide. Una foto da Repubblica di Nadia di Cittadella:

nadia cittadella padovaNADIA: LA RAGAZZINA DI CITTADELLA – Il Corriere racconta gli ultimi momenti della vita di Nadia, chiamata con il suo nickname Amnesia:

Domenica, mentre i suoi genitori passeggiavano con i fratellini più piccoli, Amnesia ha scritto un biglietto per la sua amatissima nonna. Erano parole di scusa «per avervi deluso» e annunciavano la sua morte, indicando il luogo. L’ha trovata sua madre ai piedi di quel palazzone vuoto. Ha visto da lontano la sua sagoma per terra, quando le si è avvicinata tremava così tanto da non stare più in piedi. Hanno dovuto ricoverarla per lo choc, ieri sera è tornata a casa che non aveva più nemmeno la forza di piangere. I funerali dovrebbero essere fissati per sabato, per consentire a tutti i compagni di scuola di partecipare.

Davanti all’Istituto ieri è comparso uno striscione: «Sempre con noi»:

A piangere insieme agli altri ci sarà anche il ragazzino con il quale Amnesia aveva cominciato a uscire in queste ultime settimane, dopo la sua grande delusione d’amore. Lui aveva capito che i propositi suicidi di lei erano veri, aveva provato in tutti i modi a salvarla. Ieri nel suo profilo Facebook ha pubblicato il loro ultimo scambio di messaggi. Lui: «Ti prego, non potrei più vivere sapendo che non ci sei più perché non sono riuscito ad amarti abbastanza». Lei: «Sai quanta gente resterà con questo peso… ».

TUTTA LA STORIA DI NADIA – Alcune foto di Nadia:

E il racconto di Jenner Meletti su Repubblica:

I carabinieri hanno consegnato le lettere di Nadia al magistrato. Un’altra era stata lasciata sul tavolo di casa, a Fontaniva. Era indirizzata alla nonna. Parole di addio poi, in piccolo, l’annuncio: «Vado a buttarmi dal Palace». Guardi l’hotel fantasma e ti chiedi come una ragazza ancora bambina abbia potuto salire le venti rampe di scale per arrivare lassù. Quale angoscia l’abbia spinta a tanta disperazione. Basta leggere le parole trovate nelle pagine della Rete per capire che Nadia non era sola. Erano in tanti a buttarla giù. Nadia metteva le sue foto con i tagli alle braccia — un autolesionismo iniziato ormai da un anno — poi le toglieva dopo pochi minuti. Ma c’è chi voleva vedere altre immagini di quelle braccia sanguinanti. «Perché hai tagliato le foto? ». «L’ho messa ieri poi l’ho cancellata. Chi ha fatto in tempo bene se no affari suoi». C’era chi l’ammirava. «Ma d’estate come fai, con le maniche corte?». «Mi metto i polsini». «Se potessi fare qualcosa, cosa faresti?». «Compirei un omicidio». «Io spero che muori te, troia». Raccontava felice di essere riuscita a dimagrire fino a 55 chili e subito arrivava l’insulto. «Sei una ritardata, grassa e culona. Fai finta di fumare ma non aspiri. Fai finta di essere depressa per attirare l’attenzione, sei patetica».