Claudio Messora e le sculacciate a 5 Stelle per le porno-gaffe

di Stefania Carboni | 12/02/2014

claudio messora

Richiesta di “Fiato sul collo” su Claudio Messora ai cittadini Portavoce. Se qualcuno pensava che la base si scordasse dello staff comunicazione al Senato si sbaglia. Ieri è stata spedita una mail, indirizzata a diversi parlamentari del MoVimento 5 Stelle, in cui si rende conto del comportamento del blogger, con richieste precise:

1. una ferma richiesta di professionalità e dedizione totale alla causa del Movimento, specialmente nei compiti più delicati quali quello della comunicazione ufficiale.

2. l’inserzione immediata nei propri flussi comunicativi personali (blog byoblu, Twitter, Facebook) di una notifica di “responsabilità personale”, allo scopo di diventare chiaramente “distinto” dalla comunicazione istituzionale del gruppo del Senato.

Messora fu criticato nei giorni scorsi per il suo tweet contro Laura Boldrini dove affermava: «Cara Laura volevo tranquillizzarti, anche se noi del Blog di Grillo fossimo tutti potenziali stupratori tu non corri nessun rischio». Non solo, sul blogger è emerso un vecchio post decisamente imbarazzante. E questa cosa, per molti del MoVimento, non ha fatto che peggiorare la situazione. Chi dovrebbe aver ricevuto la mail? Luis Alberto Orellana, Paola Taverna, Laura Bottici, Cristina De Pietro, Roberto Cotti, Daniela Donno, Sara Paglini, Carlo Martelli, Ivana Simeoni, Michela Montevecchi, Manuela Serra, Alessandro Di Battista, Maria Edera Spadoni, Manlio Di Stefano, Claudio Cominardi e Matteo Mantero.

movimento-5-stelle-Claudio-Messora-attivisti

IL TWEET DEL MACELLO – Partiamo da quella maledetta sera, in cui Messora twittò questo:

claudio-messora-MoVimento 5 Stelle -fiato sul collo

Un cinguettio che, nonostante l’ora, non è passato inosservato scatenando una bufera:

Passano i minuti e Messora (dopo un intervallo di scusa “alcolica”) cancella il tweet. Troppo tardi, danno fatto, la rete pullula di stamp e reazioni:

messora - richiesta - fiato sul collo

Dopo le reazioni non sono servite neanche le scuse. L’azione di Messora sarebbe stata spinta per un tweet di Laura Boldrini. Il cinguettio della parlamentare Sel è risultato però essere un falso mai pubblicato dalla Presidente della Camera sul suo account.

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LA COSETTA A TRE – Non solo. Dopo il tweet di Messora girava in rete un suo vecchio post intitolato: “Ho fatto una cosetta a tre con la Carfagna, la Gelmini e la Prestigiacomo”. Nel post, che criticava prima le tre donne dell’allora Popolo della Libertà, compariva sul finale il seguente pensierino:

Tutto intento a questi ragionamenti, e travolto da un turbine di pensieri, ecco che questa mattina, mentre davanti agli occhi scorrevano le immagini delle tre ministre sorridenti e plaudenti, mi sono improvvisamente assopito, ed è lì che l’inconscio freudiano, con la sua imponderabile associazione di simboli, mi ha proiettato in un universo parallelo che lo stato cosciente non mi avrebbe mai consentito di immaginare. Mi trovavo sempre disteso sul letto ma ecco che insieme a me, in completo deshabillé, c’erano proprio loro: Mara, Stefania e Mariastella.

Il resto è leggibile qui e sulla cache google. Perché? Perché il post ora è cambiato, più soft e senza i toni forti della precedente versione. La cosa su twitter, dopo il cinguettio contro il Presidente della Camera, è stata prontamente segnalata:

DA MILANO A MONACO DI BAVIERA – Ora la saga di Messora non finisce qui. «Certi che comprenderete l’importanza della nostra richiesta, attendiamo una vostra presa di posizione in merito», concludono gli attivisti del Meetup Europa. Le firme non provengono solo da Monaco ma anche da Milano, Trieste, Como ed Aprilia. La proposta è stata stesa insieme con un mutuo scambio di opinioni on-line a volte perfettamente d’accordo con le parole proposte, altre con richiesta di modifiche e miglioramenti. «Concordo con le motivazioni che hanno portato alla stesura di questa lettera. Mi auguro che il M5S riesca a far capire ai propri rappresentanti in parlamento che arroganza, violenza verbale, vilipendio non appartengono alla maggioranza di chi li ha eletti», spiega un attivista. «Io – aggiunge un altro – ero contrario alle richieste di dimissioni (soprattutto a soli 3 mesi dalle europee) ma mi sento di sottoscrivere questo testo. L’unico appunto che vorrei fare riguarda la seconda richiesta, il divenire invisibile: non credo sia possibile richiedere una cosa simile e in più penso che sia già inclusa nella prima. La professionalità imporrebbe un utilizzo dei flussi comunicativi personali in maniera da non arrecare danno al datore di lavoro e penso che ci siano anche degli articoli nei contratti di lavoro che impongano un certo comportamento».

PREFERIREI TORNASSE BYOBLU – Niente dimissioni nella mail, ma delle indicazioni precise: mantenere un low profile e una precisa dicitura specialmente sul blog ipercliccato di Byoblu. «Quaranta caratteri – spiega un attivista – che hanno praticamente azzerato, annichilito ed umiliato il lavoro meraviglioso dei nostri portavoce relativi a due battaglie importanti (decreto bakitalia e legge elettorale nella commissione affari costituzionali): una stoccata impossibile da parare. Ancor peggiore del contenuto del primo post è l’arroganza con la quale ammette che, si forse ha sbagliato, ma forse anche no. Preferirei che tornasse ad essere liberamente Byoblu per fare veramente la differenza. Nel suo ruolo attuale è sprecato ed il M5S ha bisogno d’altro». Così, dopo i quattro senatori che hanno preso le distanze dal comunicatore, arriva ora anche la richiesta della base che si è mobilitata per andare “oltre” le solite scuse. Si precisa nel gruppo come il documento non sia a nome del Mu Europa ma a carico dei singoli firmatari. E se ci saranno problemi? Sul meet up si ironizza e si chiude con un solare “grande lavoro”. Uno vale uno, ma quando uno ha peso a volte vale troppo.