Il libro di Alan Friedman a Piazzapulita e il complotto che era un marchettone

di Redazione | 11/02/2014

Da due giorni al centro del dibattito politico sono finite le rivelazioni di Alan Friedman contenute nel suo nuovo libro ‘Ammazziamo il gattopardo‘ e riguardanti i contatti intercorsi tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il futuro premier Mario Monti nel giugno – luglio 2011, ovvero almeno 4 mesi prima che il Professore venisse indicato dal Capo dello Stato, in seguito alle dimissioni di Silvio Berlusconi, come nuovo capo del governo.

 

alan friedman piazzapulita 2

 

IL COMPLOTTO E IL MARCHETTONE – Lo scoop dell’inviato del Financial Times ha certamente rianimato gli animi di chi da anni grida al complotto del Quirinale contro il Cavaliere e il suo governo e di chi accusa Napolitano di non aver rispettato il suo ruolo di garante super partes della Costituzione. Ma ha anche generato il disappunto di chi sostiene che contatti tra autorevoli personalità siano legittimi e che sia legittimo il sondaggio del Colle per verificare chi sarebbe potuto salire a Palazzo Chigi alla guida di un governo tecnico nel caso di crisi della maggioranza di centrodestra. E non solo. L’apparizione di Friedman a Piazzapulita nel corso della puntata di ieri ha alimentato il sospetto di un vero e proprio ‘marchettone‘ per la sponsorizzazione del libro del giornalista americano, edito dalla Rizzoli, stessa casa editrice del Corriere della Sera che sta pubblicando alcune anticipazioni. Molti telespettatori non sembrano nemmeno tanto sorpresi di quanto rivelato. E sembrano non gradire la presentazione del testo al pubblico del piccolo schermo. Numerosi messaggi postati su Twitter parlano chiaro:

 

 

 

 

 

 

«OLLIO» – I retroscena sul destino del governo del Bel Paese finiscono dunque oggi, come ogni vicenda che entra sull’agenda dei politici di casa nostra, nel mirino dell’ironia e dalla critica semiseria e pungente. Friedman diventa semplicemente Ollio, o il doppiatore di Ollio. I suoi interlocutori diventano Stanlio:

 

 

COMPLIMENTI E DISINCANTO – Forse gli italiani non si stupiscono più nemmeno dei retroscena, quando hanno la sensazione che il paese sta andando a rotoli e vorrebbero le soluzioni ai problemi. O forse avevano già percepito (i complottisti) che nel 2011 la storia italiana era stata scritta da manovre di Palazzo (come ci induce a pensare l’inchiesta odierna). O, probabilmente, e più semplicemente, sono stanchi di scoprire ricostruzioni che riportano il dibattito politico indietro negli anni, ancorando la politica ai ‘se’ e ai ‘ma’. Quel che è certo è che Friedman incasserà presto un successo editoriale. Tra gli applausi di lettori soddisfatti. E la freddenza di altri lettori, un po’ disincantati.

 

(Fonte foto e video: Piazzapulita / La7)