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La bulla di Bollate e il colpo segreto del drago nascente

In questi giorni, presa da un’insaziabile voglia di vintage, ho ripreso a guardare uno dei cartoni animati must dell’infanzia di noialtri degli anni ’70 e ’80, I Cavalieri dello Zodiaco.

Così mi sono trovata a riflettere sui modelli culturali, gli esempi e blablabla tipiche considerazioni che si fanno quando esplode la violenza giovanile e/o i media si ricordano che c’è sempre stata. E via andare a considerazioni come: “Ma i gggiovani d’oggi dove pescano questa violenza”, “è tutta colpa dell’internets signora mia”, “ma i modelli, i modelli culturali di riferimento, dove sono finiti, dove andremo a finire” etc etc.

Io mi ricordo quando era sempre colpa dei cartoni animati, una frase che tutti i miei coetanei hanno da sempre ascoltato in tutte le salse quando tornavano con l’occhio pesto dalla partita a calcio nel cortile del martedì (ma anche del mercoledì, del giovedì, e via discorrendo). “E’ tutta colpa dei cartoni animati! Di quel Ken il Guerriero, e anche un po’ di quell’Uomo Tigre là, santi numi quanto è violento, si vede il sangue!1!”

Insomma, è sempre colpa di qualcuno. Eppure io mi ricordo che quei cartoni animati, prima del sangue, facevano vedere l’abnegazione, la sofferenza come strada verso l’espiazione, la voglia di giustizia e rivalsa, in alcuni casi, in cui la violenza era solo l’ultimo mezzo possibile in un mondo dominato dalla violenza stessa, in cui il fine diveniva la sopravvivenza non già della razza umana, bensì di una razza di uomini umani. Eppure alla fine tutti badavano solo alla violenza, perché “urlava di più”, perché “era quella che si vedeva”. Quella che veniva fuori. E c’è una bella differenza.

Vogliamo forse dire che, quindi, è colpa dei cartoni animati di oggi ché certe idee non le tramandano più? Ma valà. Ovviamente non è colpa di nessuno se non di chi si macchia – a discapito di una maggioranza silenziosa e non youtube-dotata – di tali schifezze nella sua vita di ogni giorno. Così come non è colpa di internet, bensì di chi lo usa come arma invece che umile strumento. Ma l’uso che si fa di un mezzo, come da sempre andiamo dicendo, dipende anche dalla cultura del suo utilizzatore.

Quando i Cavalieri dello Zodiaco erano in difficoltà, dentro di loro trovavano la forza di “sconfiggere” il nemico. Quando Sirio sconfigge Cancer, la rabbia per l’ingiustizia appena subita da un innocente la leva che lo muove a trovare dentro di sé la forza per un colpo segreto del drago nascente dall’inaudita forza.

Noi abbiamo perso esattamente questo: questo senso di umana solidarietà che pure crea una nazione e la rende Stato. Questo avere a cuore la collettività fino ad anteporre, in certi casi, il suo benessere al nostro. Quello che farebbe un comune cittadino, in estrema sintesi.

E mentre le ragazze di Bollate e Pavia si fanno giustizia da sole scimmiottando i peggiori cartoni animati (scusate, ho dimenticato i VIDEOGIOCHI), mentre si susseguono al governo personaggi chiamati a salvarci da noi stessi, e perciò destinati giocoforza a fallire, la rabbia che proviamo, per tutti i motivi sopracitati, non potrà diventare mai la spinta necessaria a trovare in noi la forza per un colpo segreto del drago nascente che sconfigga i nostri mostri. Sarebbe ora che ce ne rendessimo conto, invece di scandalizzarci per poi lanciarci alla ricerca di un nemico che, ahinoi, ogni mattina possiamo ammirare allo specchio mentre ci laviamo i denti.