«Sono grassa ma ti faccio vedere come ballo meglio di una ‘magra’»

di Redazione | 07/02/2014

Whitney Trope si definisce «grassa» senza problemi e si batte per spiegare che anche da sovrappeso si possono svolgere tutte le attività accessibili ai magri.  enhanced-16077-1391734042-2

L’AUMENTO DI PESO ALL’IMPROVVISO – È una blogger, una produttrice perl la radio e una ballerina, ed è anche l’animatrice della No Body Shame Campaign. Cresciuta fino all’adolescenza senza problemi di peso, a un certo punto le è stata diagnosticata la sindrome policistica ovarica e in appena due anni è passata da circa 55 chili a 160.

 

UNO SHOCK – Oltre a cambiarle la vita, la novità le ha fatto scoprire l’enorme di differenza nel modo nel quale le persone grasse sono trattate rispetto a quelle magre. Era finita dall’altra parte dello specchio e quello che vide la colpì negativamente, spingendola a sentirsi male nella sua nuova condizione.

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LA REAZIONE – Poi con il tempo è maturata la decisione di reagire, di non avere più timore della parola «grassa» e la decisione di mostrare al mondo che grassa non significa disabile o incapace delle attività idealmente riservate alle persone magre. Alla fine ha fatto pace con il suo uovo corpo, ora dice di non essere più interessata alla definizione di magra, tanto apprezzata dalla società, e di voler comunicare agli altri la sua esperienza per aiutare altre persone sovrappeso a liberarsi dell’imbarazzo per la loro condizione imposto dalle convenzioni sociali.