L’aggressione con la mannaia in stazione a Milano

di Alessandro D'Amato | 07/02/2014

Il Corriere della Sera racconta dell’aggressione di ieri con la mannaia in stazione a Milano. Descrive il quotidiano:

Corridoio vuoto. Un piccione a terra. Poi compare un uomo, giacca di pelle, felpa con cappuccio, armeggia per qualche secondo nella tasca posteriore dei pantaloni. Quando tira fuori il braccio e lo alza, sul pavimento di marmo chiaro si staglia il profilo di una lama scura, lunga trenta centimetri, alta dieci, una mannaia che assomiglia a uno strumento da macellaio. L’uomo inizia a picchiare: uno, due, tre colpi. La vittima, in quel momento, è ancora fuori dall’inquadratura; compare poco dopo, tiene le mani alzate, barcolla, non scappa. Sui monitor della polizia ferroviaria di Milano, l’orologio segna le 23 e 7 minuti.

Una delle foto pubblicate dal quotidiano:

mannaia stazione milano 1

ARRESTATO UN ALGERINO – Per il fatto è stato arrestato Abdel Kader Farth, algerino di 31 anni irregolare in Italia e con precedenti, che è accusato di tentato omicidio. La vittima, un tunisino di 39 anni a sua volta clandestino, ha riportato ferite a un baccio e al viso, per le quali sono stati necessari una cinquantina di punti di sutura.

Guarda il video:

 

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LA STORIA DELL’AGGRESSIONE – Secondo il Corriere dietro l’aggressione ci sono futili motivi:

Qualcosa racconta il contesto: sia l’aggressore, sia la vittima (tunisino, 39 anni, portato in ospedale e curato con oltre 50 punti di sutura, non in pericolo di vita), sono «senza fissa dimora ». Persone che gravitano intorno alla stazione; passano giornate e serate tra corridoi, mezzanini e le piazze dei dintorni; riempiono le loro ore con cartoni di vino da pochi euro; per la maggior parte del tempo si trascinano annebbiati senza creare problemi, ma ogni tanto si ritrovano a litigare per piccole cose, inconsistenti ed estemporanee antipatie. Questa sembra l’unica possibile spiegazione per il tentato omicidio del 3 febbraio, nella stazione che a quell’ora è ancora aperta, ma quasi deserta, e comunque sorvegliata dalle oltre 260 telecamere che in tarda serata inquadrano solo banchine, corridoi e mezzanini vuoti.

LE FOTO DELL’ACCADUTO – Ecco la fotosequenza dell’aggressione, con foto tratte dal video:

Guarda la fotosequenza: