Lo smartphone migliore per farsi i selfie

di Redazione | 06/02/2014

Saranno espressione di narcisismo o di esibizionismo, ma i selfie imperversano e troppo spesso risultano di qualità scadente per colpa delle telecamere frontali degli smartphone, colpevolmente trascurate dai produttori.

selfie

UNA MODA CHE TIRA – Il costume di scattare e pubblicare sui social network gli autoscatti estemporanei dilaga e crea una domanda, alla quale i produttori per ora tardano a dare una risposta. Il New York Times pubblica oggi una prova su strada di quattro telefonini molto diffusi, il meglio prodotto dai rispettivi marchi, ma sono davvero pochi quelli che offrono una resa soddisfacente.

L’AUTOSCATTO 2.0 – C’era un tempo nel quale gli autoscatti si facevano davanti allo specchio usando una macchina fotografica digitale e poi su passavano sul computer e infine in rete. È durato poco, perché con l’avvento degli smartphone il costume è dilagato fino a far diventare la parola «selfie» di uso comune anche nella nostra lingua. Merito degli smartphone, che alla possibilità di vedersi inquadrati al momento dello scatto, uniscono quella di poter spedire le immagini direttamente sul proprio account in qualche social network.

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GLI SMARTPHONE – Ad essere presi in esame sono stati il Nokia 1020 (con una risoluzione di appena 1.2 megapixel nonostante una fotocamera posteriore da ben 41mp), la stessa dell’iPhone 5S di Apple, il Samsung Galaxy S4 (2mp) e lo HTC (2.1mp), ma la risoluzione non è tutto e il test lo dimostra. Se infatti lo HTC vince, il Galaxy si piazza penultimo davanti a al fannlino di coda Apple, mentre il Nokia si piazza secondo a poca distanza dal primo. Sensori, apertura dell’obiettivo e sofware devono combinarsi con la risoluzione per ottenere scatti decenti e non tutti ci riescono.

SERVE DAVVERO LA QUALITÀ? – Anche il migliore resta però lontano dagli standard di una comune macchinetta digitale, soglia alla quale possono ambire d’arrivare solo le telecamere posteriori. In teoria non c’è alcun motivo per il quale i produttori non possano potenziare le ottiche anteriori, anche se la crescita della risoluzione si rivelerebbe inutile ai fini delle video-chiamate, ci potrebbero essere parecchi clienti interessati a una miglioria del genere. Ma per ora l’industri non sembra rispondere al richiamo dei selfie, che forse conservano parte della loro popolarità proprio nel non avere nessuna pretesa  tecnica.

IL SELFIE O LA SELFIE ? – Il fenomeno potrebbe inoltre rivelarsi una moda effimera, anche se già ora può contare su qualche milione di persone che l’apprezzano e sui media che hanno accolto con favore un fenomeno che può essere valorizzato e trasformato in notizie con poca spesa e poco sforzo, a prescindere dalla qualità dell’immagine. Il tempo dirà dell’evoluzione del fenomeno e anche del destino del termine che lo identifica, come nota l’Accademia della Crusca infatti, in Italia dobbiamo ancora decidere se declinarlo al maschile o al femminile:

La parola si trova attualmente in una fase di incertezza riguardo al genere grammaticale, con una prevalenza della scelta del genere maschile: 3.900 risultati per “il selfie”, 1.400 per “la selfie”; 4.500 risultati per “un selfie”, 2.020 per “una selfie”. L’oscillazione della preferenza tra l’articolo maschile o femminile dipende dal prevalere alternato dell’idea del corrispondente italiano autoscatto o fotografia (rimandiamo a questo proposito alla scheda di Raffaella Setti dedicata al genere dei forestierismi). Notiamo tuttavia che la prevalenza del determinativo maschile può essere additata all’attrazione esercitata dagli altri composti di self- presenti in italiano (self-control, self-service, self-help,  self-government), mentre quella dell’indeterminativo femminile dal magnetismo giocato da espressioni quali “spararsi una dose”, “spararsi una posa” e simili sul contesto ricorrente “spararsi una selfie”