Attilio Manca, Bernardo Provenzano e il video shock di Servizio Pubblico

di Redazione | 06/02/2014

La storia di Attilio Manca è un mistero che forse non è tale, ma che grazie alla lentezza della giustizia italiana e alle comprensibili ansie di giustizia di familiari e amici si è trasformato in un caso giudiziario di risonanza nazionale.

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ATTILIO MANCA, IL CASO MISTERIOSO – Attilio Manca era un bravo urologo,  fu trovato morto nella sua casa di Viterbo alle 11 di mattina del 12 febbraio 2004. Nel suo polso sinistro furono trovati due fori, mentre sul pavimento fu individuata una siringa. Secondo l’inchiesta effettuata subito dopo il ritrovamento del cadavere si sarebbe trattato di un suicidio, ma la ricostruzione fu contestata dai genitori perché Manca era mancino e dunque, secondo i genitori, non si sarebbe iniettato la droga nel polso sinistro ma in quello destro. Sul corpo dell’uomo, visibili anche dalle foto dell’autopsia che Servizio Pubblico ha diffuso in anteprima sulla puntata di questa sera. Immagini molto crude, dalle quali s’evince la presenza di di ferite e contusioni sul suo corpo, altro elemento che ha ingenerato nei parenti la convinzione che possa essere stato ucciso. Il 27 settembre 2012 è stata costituita l’Associazione Nazionale Amici Attilio Manca e negli anni gli è stato dedicato un sito, una pagina Facebook e il suo caso ha ricevuto l’attenzione di diversi media, tra i quali la stessa Servizio Pubblico che nel 2012 trasmise un’inchiesta sul suo caso.

ATTILIO MANCA, FINALMENTE IL PROCESSO – Oggi, a dieci anni dalla morte di Attilio Manca si apre uno spiraglio per i familiari, che non hanno mai dato creduto al decesso del medico per un mix di eroina e tranquillanti e che da anni si battono per la ricerca della verità. Si è conclusa infatti con il rinvio a giudizio per spaccio di Monica Mileti, unica imputata per la morte di Manca perché accusata di aver fornito al giovane urologo in servizio presso l’ospedale di Belcolle la dose di eroina che, secondo la procura di Viterbo, ne causò la morte il 12 febbraio del 2004. L’acquisto e il consumo di eroina da parte del medico non esclude però l’ipotesi di un’aggressione, ma le indagini a oggi hanno scartato quella pista.

ATTILIO MANCA, IL LEGAME CON PROVENZANO – Secondo i familiari la sua morte potrebbe essere legata alla figura di Francesco Provenzano e a un’operazione alla prostata alla quale si sottopose in Francia e alla quale avrebbe preso parte anche Manca insieme ad alcuni colleghi stranieri. I Manca sono assistiti da Antonio Ingroia, che ha spiegato come: «… non abbiamo chiesto la condanna della Mileti tantomeno il risarcimento dei danni come parte civile all’imputata. Certo è che c’è un vuoto di indagini sulla posizione della Mileti che va approfondito durante il dibattimento. In tanti anni di professione non ho mai assistito a una cosa del genere, sono stupefatto e desolato per come sono state condotte le indagini del caso». E a rincarare la dose contro la Procura viterbese anche il fratello di Attilio, Gianluca, e la mamma Angela, presenti ieri all’udienza preliminare: «Abbiamo assistito a indagini farsa è una vergogna, ma non ci arrenderemo mai».

ATTILIO MANCA, LA PRESUNTA SPACCIATRICE – Di tutt’altro avviso sul procedere o meno l’avvocato della Mileti, Cesare Placanica, che nella requisitoria, ha ribadito la mancanza di prove di colpevolezza a carico della sua assistita: «Il processo non si fonderebbe su solidi elementi di prova. La richiesta delle parti civili di un processo chiarificatore, infatti, dà l’idea di un appello accorato che però va a ricadere sulle spalle di Monica Mileti quando, a suo carico, non esiste alcuna prova che abbia ceduto la dose di eroina a Manca.»

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TROPPO TEMPO PER LA VERITÀ – I timori della famiglia e i sospetti molti sono però stati respinti è stata respinta dal procuratore nazionale antimafia del tempo, Pietro Grasso, secondo il quale il boss corleonese sarebbe del tutto estraneo alla vicenda. Un mistero che si fonda da un lato sulle comprensibili domande che si pone la famiglia e dall’altra da indagini che tanto hanno giudicato lacunose, fornendo così ai familiari e parenti il terreno sul quale coltivare i peggiori sospetti. L’uomo era stato trovato riverso sul letto, con una pozza di sangue per terra, mentre il naso sembrava deviato. Sul polso vi era una ferita e il corpo era pieno di ecchimosi.

ATTILIO MANCA, TANTI DUBBI – Lo scroto, gonfio, sembrava presentare delle lesioni. Per i periti sentiti da Servizio Pubblico vi sarebbero elementi poco chiari: «Quelle ferite sullo scroto e quel naso storto potrebbero raccontare un’altra storia». Manca potrebbe essersi suicidato oppure no, potrebbe anche essere stato aggredito e ucciso, ma questo non implicherebbe necessariamente che l’autore dell’omicidio sia legato alla mafia o che l’uomo sia morto perché coinvolto in vicende mafiose o di mafiosi, l’unica certezza è che a 10 anni dalla sua morte i suoi parenti aspettano ancora che la giustizia si pronunci sulle circostanze della sua morte.