Ecco perché si diventa schiavi dell’eroina

di Redazione | 06/02/2014

L’attore Philip Seymour Hoffmann è morto a causa della sua dipendenza: nel suo appartamento gli investigatori hanno trovato delle bustine di eroina, siringhe e medicinali. Negli Stati Uniti, il consumo di questa sostanza è aumentato notevolmente, soprattutto a New York, mentre in Germania il numero di consumatori è rimasto approssimativamente lo stesso. Circa  tra quarti di tutti decessi correlati all’uso di droghe è da addebitare all’eroina, ha dichiarato al Morgen Post Leune Jost, presidente di un’associazione tedesca che si occupa di tossicodipendenza in Germania.

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L’EROINA –L’eroina è un oppiaceo e deriva dai papaveri da oppio, è simile alla morfina, ma molto più potente. Le zone di coltivazione si trovano principalmente in  Turchia, in Pakistan, Afghanistan, Iran e nel sud-est asiatico. In strada la droga viene spacciata sotto forma di polvere in piccoli sacchetti. La concentrazione del principio attivo varia dal 5 al 30%. La maggior parte dei consumatori tedeschi si inettano la sostanza, che può però anche essere fumata o sniffata. Una delle ragioni per cui l’eroina dà una forte dipendenza è il suo effetto rilassante, ma dopo poche ora il corpo ha bisogno di una quantità maggiore di sostanza. I tossicodipendenti hanno bisogno di una dose che varia dai 0,5 ai 3 grammi al giorno, sommnistrati in più iniezioni.

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I DANNI – Con l’eroina il margine tra la tolleranza alla sostanza e la sua tossicità è labile. Già 5 milligrammi possono risultare letali per chi non vi è abituato o per chi si è disintossicato per un certo periodo di tempo e poi torna a farne uso. Inoltre il contenuto della miscela può variare e contenere sostanze estremamente tossiche per il corpo, come ad esempio la Speedball, una miscela di eroina e cocaina. Inoltre questa droga aggiunge il rischio di infezione di HIV od epatite per l’uso di aghi non sterilizzati. Le conseguenze fisiche e sociali sono terribili: danni allo stomaco, al fegato, disturbi intenstinali, carie e perdita dei denti, malattie polmonari ed ascessi e infezioni a causa dell’uso degli aghi.