La prima comunità gay all’interno della Chiesa cattolica tedesca

di Andrea Mollica | 06/02/2014

Uno spazio comune dove raccontare le proprie storie e vivere la fede serve ai cattolici gay per poter conciliare il loro credo cattolico con la condanna della Chiesa. L’esperienza della prima comunità omosessuale all’interno della Chiesa cattolica tedesca ha però dato forza e coraggio a chi cerca di conciliare fede e amore per persone dello stesso sesso.

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COMUNITÀ GAY E CATTOLICA – All’interno della Chiesa cattolica esistono alcuni progetti pensati dalle parrocchie locali per instaurare un dialogo con i proprio fedeli omosessuali. Una deviazione dalla classica linea di condanna di questo orientamento sessuale che è stata pronunciata dal Vaticano in questi ultimi decenni, anche se l’arrivo al soglio di Pietro di Papa Francesco ha un po’ smussato l’intransigenza dei suoi predecessori. All’interno della parrocchia di Maria Hilf im Gallus, una località di Francoforte sul Meno, la capitale finanziaria della Germania, si trova un esperimento che ormai dura da tempo, che si chiama « Progetto: cattolico e gay». Una comunità che da tempo punta a riunire i fedeli che vivono il dilemma del proprio orientamento omosessuale, opposto a quanto dice la dottrina ecclesiastica. Il progetto è stato contestato da alcune anime conservatrici della diocesi di Limburgo, finita recentemente sulle cronache nazionali ed internazionali per la lussuosa reggia milionaria costruita dal vescovo Tebartz-Van Alst. Uno dei suoi predecessori, il porporato Franz Kampfhaus, aveva però dato il suo consenso a questo esperimento.

LA CHIESA FERISCE – Il teologo Gregor Schorberger, ha seguito questo progetto sin dalla sua fondazione, ed ha pubblicato un libro, che è stata tesi del suo dottorato, su come è stato vissuto questo esperimento dai fedeli gay della parrocchia di Maria Hilf im Gallus. Secondo le indagini del teologo è emerso come sia fondamentale, per i cattolici omosessuali, avere un luogo riconosciuto dove si sentano accettati all’interno della comunità ecclesiastica. Schorberger rimarca come questo progetto abbia riportato molte persone alla Chiesa, che si sentivano esclusi e discriminati dalle posizioni della gerarchia contro il loro orientamento sessuale. Una comunità omosessuale riconosciuta in una parrocchia ha permesso loro di lenire il dolore provocato dall’impostazione della Chiesa, una vera e propria ferita per chi è gay e crede in Dio e nell’insegnamento di Gesù Cristo.

RICONCILAZIONE CON LA FEDE – Grazie a questa esperienza molte persone hanno ritrovato il coraggio di vivere la propria fede e sviluppare la propria spiritualità senza paura. I gay e le lesbiche si sentono compresi in questa comunità , rimarca lo studio del teologo, e possono imparare a riconciliarsi con la loro biografia, resa difficile proprio dall’ostilità cattolica alle persone di orientamento omosessuale. Schorberger rimarca come «anche oggi serva coraggio per dichiararsi gay nella nostra società. Ancora di più ne serve per vivere la propria fede in modo aperto da omosessuale. In questo modo possono essere curate le ferite profondo che sono in parte scaturite dall’atteggiamento di profonda ostilità della stessa Chiesa verso chi ama persone dello stesso sesso. In questa comunità i gay riescono a percepire di essere accettati da Dio per quello che sono, con i loro pregi ed i loro difetti».

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CAMBIAMENTO CATTOLICO – Uno degli aspetti più interessanti rilevati da Schorberger è la modifica dell’atteggiamento della stessa Chiesa nei confronti di questa comunità di fedeli gay. Alcuni esponenti della gerarchia, come i preti locali, il personale religioso ed alcune parti della diocesi, ne sono rimasti positivamente influenzati. La missione pastorale della Chiesa ne viene rafforzata secondo il teologo, grazie alla maggiore credibilità basata su un vero confronto. In questa prospettiva l’esempio della parrocchia di Francoforte ha dato alcuni frutti positivi, tanto che in altre diocesi della Chiesa cattolica sono stati poi fondati altri punti di incontro tra fedeli omosessuali e gerarchie ecclesiastiche locali. Un piccolo cambiamento che parte dal basso, e che trova consenso anche nelle opinioni degli altri fedeli. Come rimarcato dalla consultazione decisa da Papa Francesco sui temi etici, la severa condanna dell’omosessualità non viene compresa da una larga parte dei cattolici tedeschi. Il nuovo pontefice avrebbe dunque un esempio su cui investire nel caso volesse contribuire a rivoluzionare il rapporto tra Chiesa e comunità Lgbt.