La strada verso casa

di Clementina Coppini | 10/01/2014

Cerco sempre di scrivere qualcosa di buono, qualcosa di nuovo. Non ci riesco sempre, ci provo ogni volta. Perché? Perché da tutta la vita cerco la strada verso casa, e non la trovo. Ma la cerco ancora e sono convinta che un giorno lei apparirà davanti ai miei occhi. Dal basso di questa convinzione non posso che mettermi seduta ai piedi di quest’uomo (la strada a volte si cerca camminando, a volte fermandosi) e ascoltare le sue parole. Parlo di José Mujica detto Pepe, presidente dell’Uruguay, noto per essersi auto-decurtato del 90% lo stipendio, in quanto da lui considerato eccessivo. Da un combattente per la libertà non ci si poteva aspettare niente di meno estremo.

ISPIRAZIONE – Le sue parole danno struttura ai pensieri, logica alle scelte, prospettiva ai sogni. Sono un monito su come dovrebbe essere il mondo, un monito che viene da un uomo che quello che dice lo applica alla sua vita. È per questo che certe anime scendono sulla Terra, per motivare i poveri tapini, perché tutti abbiamo bisogno di ispirazione, chi più chi meno. Se credete che l’ispirazione non serva a nulla, se pensate di aver capito tutto, se fate gli esistenzialisti continuate pure così, ma scordatevi di avere un giorno la visione delle cose, scordatevi la prospettiva. Scordatevi di diventare come Pepe.

TUPAMARO – Guerrigliero tupamaro, combattente che è stato in prigione per 14 anni, di cui uno in massimo isolamento. Se sopporti questo vuol dire che pieghi il metallo con il pensiero, che sei in grado di plasmare la realtà con le tue speranze. In prigione Pepe ci è stato meno di Mandela, ma come Mandela ha attraversato in ginocchio una palude di fanga e ne è uscito con la calma dei giusti, con l’innocenza di un bambino. Lo capisci dalla sua bella facciona, dal suo sguardo. Vale la pena attraversare l’inferno per essere così? Per vivere con 800 euro al mese, abitare in una casa di periferia, andare in giro con l’utilitaria ed essere la guida del proprio popolo? Sì, eccome se ne vale la pena. Forse Pepe non ha ancora trovato la strada verso casa e forse nemmeno ci vuole spiegare la strada, ma le sue parole sono una mappa.

FELICI CON POCO, FELICI CON NULLA – “La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere. D’altronde chi non è felice con poco non sarà felice con nulla.”

(photocredits:   © Patrizia Cortellessa/Pacific Press via ZUMA Wire)