Tasi e mini-Imu, i 40 euro da pagare entro il 24 gennaio

di Redazione | 08/01/2014

Messo alle strette dai Comuni da una parte e alle prese con il tentativo di mantenere in ogni modo l’impegno di ridurre la pressione fiscale dall’altra, il governo sta ancora cercando una soluzione per consentire le detrazioni aumentando le aliquote Tasi. “Le detrazioni sono decisive e vanno fatte”, ha detto senza mezzi termini il ministro per gli Affari Regionali, Graziano Delrio, protagonista del dialogo con gli enti locali e uomo del compromesso tra le esigenze dei Comuni e quelle del bilancio statale. Per favorire le famiglie numerose o in difficolta’ la soluzione indicata dal governo e’ quella di aumentare le tasse su tutti gli altri proprietari, cercando pero’ con ogni strumento a disposizione di mantenere un equilibrio tale da non fare crescere il peso della fiscalita’ generale. Se cosi’ fosse i mal di pancia non si limiterebbero infatti solo all’opposizione, ma con ogni probabilita’ anche il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano, rimasto con Forza Italia solenne paladino della lotta alle tasse, avrebbe qualcosa da ridire per non farsi rinfacciare proprio dagli ex compagni di partito un aumento della pressione fiscale.


TASI E MINI IMU, I 40 EURO DA PAGARE ENTRO IL 24 GENNAIO
– Quello che fino a pochi giorni fa era dato per scontato, cioe’ un aumento di un punto delle aliquote, dal 2,5 per mille al 3,5 sulla prima casa, e dal 10,6 all’11,5 per mille per tutti gli altri immobili, e’ stato rimesso in discussione. Secondo i calcoli della Confedilizia un tale rialzo farebbe infatti pesare la nuova Tasi anche piu’ dell’Imu 2012. Non e’ quindi esclusa l’ipotesi di un rialzo piu’ limitato dello 0,5 per mille. Il Corriere intanto ci racconta cosa succede alla IUC:

In Gazzetta, intanto, è stata pubblicata la legge di Stabilità che ridefinisce la tassa sulle case, ribattezzata Iuc. L’Imu, intesa come imposta patrimoniale, resterà sulle prime case di lusso e su seconde e terze case. Sull’abitazione principale si pagheranno la Tasi (con aliquota massima per ora fissata al 2,5 per mille), intesa come tassa di servizio, e la Tari, la vecchia tassa rifiuti. Sugli altri immobili residenziali si pagheranno Imu (patrimoniale) e Tasi, con aliquota massima complessiva fissata al 10,6 per mille (la stessa aliquota massima della vecchia Imu), più la Tari. Se i Comuni che hanno l’aliquota Imu sulle seconde e terze case già al massimo e vorranno mettere anche la tassa di servizio dovranno fargli spazio riducendo l’imposta patrimoniale. E tutto questo per dire che l’Imu sulla prima casa è stata tolta.

E si torna a parlare delle detrazioni:

Il governo sta mettendo a punto una proposta che consentirebbe ai sindaci di alzare le aliquote dell’imposta destinandone il ricavato, o quanto meno gran parte di questo, alla concessione di uno sconto sulla prima casa, da articolare a loro piacimento. Le detrazioni potrebbero ricalcare quelle in vigore per la vecchia Imu, che erano di 200 euro per la prima casa più 50 per ogni figlio a carico, per un massimo di 400 euro, ma i Comuni avrebbero la massima discrezionalità, potendo decidere, ad esempio, di riservare l’agevolazione solo ai contribuenti con i redditi più bassi.

(credits immagine di copertina CC0 Creative Commons pixabay)

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