Come sta Pier Luigi Bersani

di Redazione | 07/01/2014

Condizioni stabili e assenza di qualsiasi tipo di deficit neurologico: così i medici dell’ospedale di Parma hanno parlato delle condizioni di salute di Pier Luigi Bersani, ricoverato da domenica dopo essere stato colpito da un’emorragia cerebrale. I segnali sono incoraggianti, anche se l’ex segretario del Pd dovrà rimanere per almeno cinque giorni in rianimazione.

BERSANI IN CONDIZIONI STABILI – Dopo il grave malore accusato da Bersani, il ricovero a Piacenza e il trasferimento presso l’Ospedale Maggiore di Parma dove è stato poi operato per contenere i danni dell’emorragia cerebrale, l’equipe medica che ha effettuato l’intervento spiega che le condizioni dell’ex leader del Pd restano stabili: «Il paziente è cosciente e c’è assenza di deficit neurologico».

BERSANI: «BUON DECORSO POST OPERATORIO» – Il decorso, hanno proseguito i medici nel corso della conferenza stampa, è buono, anche se il paziente «rimarrà in terapia intensiva per il tempo necessario» che «presumibilmente, come di prassi, si protrarrà per almeno 5 giorni». La prognosi resta comunque riservata e, come da protocollo, dopo la terapia intensiva Bersani verrà trasferito in un altro reparto dell’ospedale per continuare il decorso post-operatorio e la convalescenza.

BERSANI, IL MALORE CEREBRALE E L’INTERVENTO – La notizia del malore di Per Luigi Bersani era stata battuta dalle agenzie nel primo pomeriggio di domenica 5 gennaio: l’ex leader dei Democratici era arrivato al pronto soccorso dell’ospedale di Piacenza accusando un malessere diffuso e attacchi di vomito, ma era sempre rimasto cosciente. Dopo i primi accertamenti era emerso un grave problema cerebrale: una vasta emorragia che ha reso immediato il trasferimento verso una struttura più attrezzata, quella dell’Ospedale Maggiore di Parma, dove era stato ricoverato nel reparto di neurochirurgia. Operato la sera stessa per rimuovere l’aneurisma all’arteria cerebrale che ha provocato l’emorragia, Bersani aveva subito mostrato una buona reazione all’intervento e i medici si erano subito mostrati ottimisti sulla possibilità di escludere eventuali danni neurologici.

BERSANI, IL DECORSO DOPO L’INTERVENTO – Nella giornata di Lunedì i medici avevano spiegato ai giornalisti che, dopo l’intervento, conclusosi domenica pomeriggio intorno alle 18.3o, Pier Luigi Bersani aveva trascorso una notte tranquilla e che la mattina aveva potuto scambiare qualche parola con la moglie e le figlie. Il neurochirurgo Ermanno Giombelli aveva spiegato che Bersani era stato colpito da un’emorragia subaracnoidea di livello 3, dovuta a una malformazione cardiovascolare, forse congenita e che l’intervento era servito a chiudere tale malformazione. Dopo una seconda notte passata nel reparto di terapia intensiva, l’equipe dell’ospedale di Parma, pur non sciogliendo la prognosi, ha parlato oggi di un «buon decorso post-operatorio» e che, per il momento, l’onorevole non mostra segni di deficit neurologici.

BERSANI E LE POLEMICHE SUL WEB – Mentre Pier Luigi Bersani affrontava il ricovero e l’intervento, sui social network gli oppositori si lasciavano andare a commenti rabbiosi e violenti contro l’ex leader dei democratici, innescando la reazione degli utenti e quella dei politici. Dopo gli auguri e gli abbracci virtuali dei compagni di partito anche Beppe Grillo aveva dedicato un post per augurare una pronta guarigione all’avversario politico, mentre sulla pagina Facebook del senatore del Movimento 5 Stelle Vito Crimi si scatenava una nuova ondata di commenti offensivi contro Bersani e Crimi, alla richiesta di alcuni utenti di cancellarli, aveva risposto parlando di troll prezzolati ingaggiati dallo stesso Pd che avrebbero invaso la sua pagina, linkando poi un contenuto che faceva riferimento a un’intervista redatta in chiave parodistica.

(Photocredit copertina: ANSA/ GIUSEPPE LAMI)