Goodyear: la storia degli operai che sequestrano i manager

di Dario Ferri | 07/01/2014

Hanno bloccato due manager all’interno della fabbrica e non sembrano disposti a fare passi indietro nella protesta fino a quando non avranno ottenuti risultati dai tavoli delle trattative. Gli operai dello stabilimento Goodyear di Amiens, nel nord della Francia, hanno deciso di usare le maniere forti per lottare contro l’imminente licenziamento e chiedere al governo e all’azienda una soluzione efficace per tenere in vita lo stabilimento per la produzione di pneumatici.

 

 

IL RISCHIO DI LICENZIAMENTO PER 1.200 – Nella mattinata di ieri infatti i dipendenti della fabbrica hanno intrappolato nella sala riunioni i dirigenti Michel Dheilly, direttore della produzione, e Bernard Glesser, direttore delle risorse umane, allo scopo dichiarato di – hanno precisato gli operai- «mettere pressione alla direzione e tornare al tavolo delle trattative». Al centro dello scontro vi è dunque la probabile chiusura dello stabilimento e i relativi 1.173 posti di lavoro che rischiano di finire in fumo. Si tratta di una partita lunga un anno, partita precisamente il 31 gennaio scorso, quando l’azienda americana ha annunciato la chiusura della struttura, e poi proseguita con diverse sconfitte per il sindacato Cgt, culminata con l’odierna richiesta di ulteriori incontri con il management.

IL SEQUESTRO – È proprio a margine di una richiesta di chiarimento alla dirigenza che è maturato il sequestro dei due manager. Ieri mattina 200 dipendenti del turno del fine settimana hanno provato a convincere ancora Dheilly e Glesser, decidendo poi, riscontrata ancora la loro opposizione, di trattenerli nello stabilimento. Il gesto sembra comunque rianimare il dibattito sul caso. Nella giornata di oggi è infatti prevista un ulteriore tappa delle trattative, anche se le possibilità che essa porti buone notizie per i manifestanti sembrano assai limitate

 

LA SOLUZIONE DIFFICILE – All’orizzonte si intravede la possibilità di un interessamento nell’acquisizione dello stabilimento da parte di uno dei piccoli concorrenti di Goodyear, Titan. Ma Maurice Taylor, a capo dell’azienda, e protagonista di un litigio con il ministro del Rilancio produttivo, ha parlato di un piano che potrebbe eventualmente coinvolgere solo 333 degli attuali 1.173 dipendenti. La Titan, nel dettaglio, acquisterebbe la fabbrica riassumento meno di un terzo degli operai licenziati da Goodyear. Una soluzione che non può soddisfare, oltre che gli operai, nemmeno il governo. Proprio ad Amiens, infatti, durante la campagna elettorale che lo ha portato all’Eliseo, il presidente Francois Hollande si è espressamente dichiarato contrario ai licenziamenti effettuati allo scopo di creare maggiore valore in borsa negli stabilimenti capaci tuttavia di essere profittevoli.

IL BRACCIO DI FERRO TRA AZIENDA E SINDACATO – Mentre dunque la Goodyear condanna l’iniziativa del sequestro definendola «inopportuna e controproducente» il sindacato Cgt fa sapere di essere intenzionata a trattenere i manager anche per tre o quattro giorni. «Cercheremo materassi e dormiremo lì», ha subito avvertito il rappresentante dei lavoratori Frank Jurek. Mentre un comunicato sottolinea che l’azienda di pneumatici «produce enorme profitti». Le lettere di licenziamento potrebbero essere inviate il 15 gennaio. L’ingresso alla fabbrica è stato bloccato con grossi pneumatici da trattore.

(credits immagine  ANSA/TWITTER)

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