Amnesty International & HRW

di Massimo Zamarion | 07/01/2014

L’articolo 20 della bozza della nuova Costituzione appena approvato dall’Assemblea nazionale tunisina recita che «Tutti i cittadini, uomini e donne, hanno gli stessi diritti e doveri. Sono uguali davanti alla legge senza discriminazione.» Ecco una formula degna della cultura occidentale, e di una costituzione: sintetica ed universale. A parte quel ridondante “senza discriminazione” al quale infatti i pasdaran dei diritti dell’uomo si sono aggrappati per dire che non va affatto bene. Secondo costoro «l’articolo 20 dovrebbe specificare che la discriminazione, diretta e indiretta, è proibita per quanto riguarda la razza, il sesso, la lingua, la religione, le idee politiche, l’origine sociale e lo status», cioè copiare, o quasi, il verboso articolo 3 della nostra logorroica Costituzione (almeno l’art. 1 di quella francese parla solo di “origine, razza e religione”) ponendovi in più a monte quel «diretta o indiretta» che ingarbuglia ancor di più le cose. Ma a cosa servono tutte queste insulse ed inutili specificazioni, tendenzialmente infinite, se non a preparare il terreno ad una neo-tribalizzazione della società, nella quale l’individuo conterà solo in quanto membro della sottospecie di una specie? Non è forse questa una concezione subdolamente corporativa dei diritti umani? Non sarà forse che tutte queste chiacchiere nascondano una scarsa fede nella naturale fratellanza umana?

(Credit Image: � Andrea Ronchini/Pacific Press via ZUMA Wire)