La famiglia massacrata a Caselle Torinese

di Ferma Restando | 06/01/2014

Gli inquirenti indagano sull’omicidio di Claudio Allione, Mariangela Greggio ed Emilia Dall’Orto, massacrati a Caselle Torinese e ritrovati ieri mattina. I due cani che proteggevano la casa sono stati ritrovati chiusi in uno scantinato e il killer si è accanito sui cadaveri:

I coniugi erano riversi a terra come se si fossero addormentati sul pavimento del primo piano di questa sorta di cascina su tre livelli protetta da due pastori tedeschi. L’anziana signora giaceva invece sul suo letto al pian terreno, anche lei senza evidenti, raccapriccianti tracce dell’omicidio. Tutto intorno, un gran gelo e un gran silenzio, rotto solo dal lamento dei due cani che sono stati trovati nello scantinato di casa, chiusi a chiave dal killer forse per renderli inoffensivi. Il quadro di funesta normalità era completato dal piccolo disordine di una casa dove sono in corso dei lavori di ampliamento.

 

Un delitto che sembra oggi ancora più strano:

«Nessun cassetto aperto, chi è entrato non ha rovistato, non ha cercato gioielli e denaro, o perlomeno non ci sono i segnali di un delitto commesso a scopo di rapina. Qui al momento abbiamo una sola certezza: l’omicida conosceva bene la casa e ha fatto sparire l’arma del delitto, che non si trova», spiegavano nella serata di ieri gli investigatori guidati dal comandante Domenico Mascolo, ricordando che solo un frequentatore di casa Allione poteva affrontare i due pastori tedeschi per chiuderli nello scantinato. E per dire di quanto sia distante l’ipotesi della rapina, precisano che anche il portafogli di Claudio Allione è stato trovato intatto, come se non fosse stato neppure aperto. C’erano i suoi documenti e i suoi dieci euro.

Ieri gli investigatori hanno sentito Maurizio Allione, figlio di Claudio e Mariangela:

Questa, dunque, la scena del triplice omicidio commesso fra venerdì e sabato a Caselle Torinese, cittadina di 18 mila abitanti a un pugno di chilometri dal capoluogo piemontese. Un centro che un tempo viveva di manifattura e che ora si trova a fare i conti con i morsi della crisi e con una disoccupazione galoppante. Disoccupato era anche il figlio dei coniugi Allione, Maurizio, che vive a Torino e che ieri è stato a lungo ascoltato dal pm torinese Fabio Scevola, con la fidanzata convivente, pure lei disoccupata, e con l’amico che ha dato l’allarme, Andrea.

Foto credits ansa