Giuliano Ferrara vuole farsi una canna di Stato

di Ferma Restando | 30/12/2013

Giuliano Ferrara firma con il solito simbolo dell’Elefantino un editoriale sul Foglio nel quale dice che non sarebbe male farsi una canna di Stato per dimenticare la cosiddetta “serietà al governo”. L’evidente provocazione, che parte dalla storia di Pepe Mujica e dalla liberalizzazione mercatista della marijuana per raccontare il disagio odierno davanti al governo Letta:

Vorrei andare a vivere a Punta del Este, per ovvi motivi da spiaggia e per allontanarmi dalla compunzione politica romana fumandomi una canna di stato. Allontanato Berlusconi dal centro della scena, a viva forza e provvisoriamente, si rischia di morire di noia. Enrico Letta è un milleproroghe incarnato, quando alza la voce per dire che qualcosa è inaccettabile tutti dal timbro capiscono che accetterebbe qualunque cosa. Quando dice Europa mi sento vicino a un attacco ipoglicemico. Quando si definisce quarantenne, e avendo vinto la lotteria di Palazzo Chigi dopo la performance stranota di Bersani e su incarico di un venerabile quasi novantenne, si richiama a una svolta generazionale, impallidisco e mi vengono i brividi per il tedio.

Un tedio che sentiamo più o meno tutti, insieme all’imbarazzo di vedere un premier che si bulla dei dati della Cgia senza leggerli (e probabilmente senza capirli):

Va bene essere a modino. Va bene fare i faticoni della stabilità. Va bene la parte dei commessi viaggiatori a Bruxelles e a Berlino di un paese immobile che sta scivolando, a quanto dicono, verso il diciottesimo posto nel mondo. Va bene il grande progetto della riforma costituzionale, la risciacquatura del già visto e del già sentito spacciata stancamente per alta progettualità repubblicana. Va bene tutto. Ma quella squadretta che comprende tutti quelli che da Berlusconi non hanno mai imparato niente di sapido e di cruciale, i cinque ministri del nulla o poco più, sa di niente, manca di sale e di lievito, è una focaccia mal riuscita e per me indigeribile.

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(foto di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI)