Il terremoto nel Matese e la notte di paura

di Alberto Sofia | 30/12/2013

Molta paura, pochi e lievi danni. Dopo il forte terremoto di magnitudo 4.9 che ha colpito la Campania, avvertito anche in Molise e Puglia, molti degli abitanti del Matese, l’area epicentro del sisma, hanno preferito trascorrere la notte fuori casa. Alla scossa principale delle 18.08, è seguito nella notte uno sciame sismico, con altre tre terremoti di magnitudo 2.9, 2.3 e 3.1, registrati rispettivamente alle 00:34, 2:28 e 3:18. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), i sismi hanno avuto ipocentro tra i 10,4 e i 9,6 km di profondità ed epicentro intorno ai comuni casertani di Castello del Matese, Gioia Sannitica, Piedimonte Matese, San Gregorio Matese e San Potito Sannitico e di quello beneventino di Cusano Mutri. Non ci sono state segnalazioni di ulteriori danni.

Terremoto Matese 2
L’epicentro del terremoto – Photocredit: Ingv

TERREMOTO IN CAMPANIA E MOLISE: UNA NOTTE FUORI CASA – Tra i sei comuni dell’area del Matese i n molti abitanti hanno trascorso la notte fuori casa. Chi ne aveva la possibilità ha raggiunto i parenti altrove, molti hanno preferito dormire in macchina sotto casa. Al contrario, alcune famiglie di Piedimonte Matese, il centro più abitato tra quelli interessati dal terremoto, hanno trovato riparo nell’oratorio di San Filippo. Quasi deserta la struttura mercatale al coperto messa a disposizione dal Comune, in molti hanno sfidato la paura scegliendo di restare nelle proprie abitazioni. Dopo i primi sopralluoghi effettuati ieri sera, il vicesindaco di Piedimonte Matese, Costantino Leuci, ha firmato un’ordinanza di sgombero per un’ala del municipio locale, a causa del cedimento di un pezzo di cornicione e per alcune lesioni interne.

Dichiarata anche l’inagibilità della chiesa seicentesca Ave Gratia Plena a causa dei danni riportati dalla navata.

Terremoto Campania 7

UFFICI PUBBLICI CHIUSI – A Piedimonte Matese oggi le scuole e gli uffici pubblici rimarranno chiusi, mentre proseguiranno per tutto la giornata le verifiche nelle abitazioni, soprattutto quelle del centro storico e di alcuni rioni periferici. Alle operazioni partecipano i Vigili del fuoco di Caserta e Teano e i volontari della Protezione civile.

LE REAZIONI – Tra gli abitanti ancora molta tensione per la forte scossa di ieri, di magnitudo 4.9. «Abbiamo visto la morte in faccia», hanno spiegato diversi casertani, dopo che la terra aveva tremato in Campania. Per non poche persone sono tornate alla memoria pagine buie del passato: «Sembrava di essere tornati al 23 novembre 1980, per fortuna è durata poco, ma la paura è stata tanta”, hanno ribadito diversi abitanti. Il riferimento è al terremoto in Irpinia, l’ultima forte scossa di terremoto che aveva colpito la Campania : il 23 novembre di 33 anni fa (anche in quel caso di domenica) alle 19:34, il sisma di magnitudo 6.9 causò la morte di quasi tre mila persone (2.914) e 8.848 feriti, ai quali si aggiunsero circa 280mila sfollati. In quel caso l’epicentro era stato registrato tra i centri di Castelnuovo, Conza della Campania e Teora. Furono colpite le province di Avellino e Salerno – oltre a quella di Potenza in Basilicata – , mentre furono Laviano, Lioni e Sant’Angelo dei Lombardi i Comuni che pagarono in termini di danni e vite umane quelli più feriti (oltre a quelli dell’area dell’epicentro, ndr). In totale, ad essere colpiti furono 679 Comuni, dislocati in otto province tra Campania, Basilicata e Puglia.  Ieri, per fortuna, il terremoto è stato più lieve e i danni sono stati pochi. Eppure non manca chi racconta di aver temuto conseguenze più gravi. I testimoni raccontano scene di panico soprattutto all’uscita delle chiese dove erano in corso le funzioni religiose: «Ci siamo buttati fuori tutti insieme, si è creata una calca per fortuna ordinata», hanno raccontato. Proprio la chiesa di Ave Gratia Plena, un edificio del ‘600, sembra aver riportato qualche danno come il crollo di alcuni stucchi. Altre verifiche sono in corso verifiche in alcuni stabili di via Aldo Moro, zona popolare del centro, dove vengono segnalate alcune crepe nelle mura.

TERREMOTO CAMPANIA E MOLISE – LIEVI DANNI – La maggiore scossa, quella avvenuta alle 18,08 , è stata secondo l’Ingv di “moderata intensità”, in un’area considerata “ad alta pericolosità sismica”. Resta impossibile prevedere se ci saranno scosse di eguale intensità nelle prossime ore, mentre quelle più lievi che sono seguite nella notte facevano parte del normale sciame sismico che ha seguito la scossa più forte del tardo pomeriggio.

Terremoto Matese 1

Un uomo è invece rimasto ferito in seguito al terremoto perché, per paura, si era lanciato dal balcone a Maddaloni, nel Casertano. Non si trova però in condizioni gravi. Ad avvertire in misura maggiore il sisma è stato chi risiedeva nei piani alti delle abitazioni in diversi quartieri di Napoli. Ma non ci sono stati danni di grossa entità: segnalata soltanto la caduta di calcinacci da cornicioni di edifici. Molte gente però è scesa per le strade anche nel capoluogo campano.

Terremoto Matese 2

 

Il sisma è stato avvertito anche a Roma. «Parlo con il cuore e non con la ragione, ma mi sento di raccomandare agli abitanti delle località campane dove si è avvertito il sisma di dormire fuori casa questa notte e anche i prossimi due-tre giorni. Magari in macchina. Anche se mi rendo conto che fa freddo ed è Natale. Ma i terremoti sono talmente imprevedibili che nessuno si può azzardare a dire che il peggio è passato, specie dopo quanto è avvenuto a L’Aquila», ha invece spiegato all’ANSA il vice presidente del Consiglio nazionale dei geologi Vittorio D’Oriano. «Per ora danni non ce ne sono e non mi risultano segnalazioni in tal senso», ha proseguito l’esperto, che ha però ricordato come nella regione ci sia «una situazione edilizia in strutture ordinarie non antisismiche» che «dovrebbe indurre molta cautela». Il geologo ha poi spiegato come l’epicentro della scossa in Campania sia «al centro esatto della catena appenninica che è il fulcro di questi avvenimenti sismici». Un’area fortemente sismica oltre che vulcanica, spesso soggetta a questi eventi.